Interrogazione: Rispetto dei diritti umani in Azerbaigian

Interrogazione: Rispetto dei diritti umani in Azerbaigian

Premesso che:

dal 2001 l’Azerbaigian fa parte del Consiglio d’Europa, i cui principali obiettivi sono la tutela, il miglioramento e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e della libertà di espressione;
i rapporti tra l’Italia e l’Azerbaigian sono improntati ad una intensa e positiva collaborazione in campo economico, commerciale e culturale, con particolare riguardo al tema dell’approvvigionamento energetico;
con diverse dichiarazioni l’attuale Presidente Ilham Aliyev ha candidato il suo Paese a partner commerciale privilegiato e fornitore affidabile di gas e petrolio per l’Europa;
il gasdotto TAP rientra nella strategia di diversificazione degli approvvigionamenti energetici stabilita dall’Unione Europea e ha nell’Azerbaijan il suo unico fornitore;
l’Unione Europea, secondo linee guida consolidate, intende improntare l’azione esterna propria e degli Stati membri, in campo politico, economico e culturale, al rispetto dei diritti umani;
nel mese di giugno si svolgeranno a Baku in Azerbaijan i campionati europei di atletica leggera ponendo questo Paese al centro dell’attenzione mediatica;
l’attuale Governo sta investendo molto su questo appuntamento quale occasione per accreditarsi e accreditare definitivamente lo stato dell’Azerbaijan presso le cancellerie europee

Considerato che:
il rapporto di Amnesty International “Guilty of defending rights” del 2015 mette in luce la crescente persecuzione nei confronti di chi critica il Governo;
a seguito di politiche particolarmente restrittive circa la libertà di espressione e la libertà di riunione, si contano circa 100 prigionieri politici (98 al mese di marzo 2015) nelle carceri azere;
il giorno 5 dicembre 2014 Khadija Ismayilova, una giornalista investigativa azera dell’OCCRP (Organized Crime and Corruption Reporting Project), è stata arrestata e si trova tuttora in carcere a Baku;
le motivazioni addotte riguardavano inizialmente la vita privata della giornalista e i suoi conoscenti i quali si sono però rifiutati di testimoniare contro di lei;
non avendo trovato alcuna prova la magistratura ha trattenuto in carcere la giornalista ipotizzando nuove fattispecie di reato;
il giorno prima dell’arresto, il capo dell’Ufficio di presidenza Ramiz Mehdiyev aveva accusato la stampa del Paese di “tradimento” e aveva definito Khadija Ismayilova “il miglior esempio” di giornalismo contro il Governo;
il 7 marzo 2012, la giornalista aveva ricevuto una lettera contenente alcune immagini scattate mentre aveva rapporti sessuali nella sua camera da letto dove, evidentemente, qualcuno era entrato piazzando telecamere nascoste. La lettera la invitava ad abbandonare le sue inchieste minacciandola altrimenti di essere “svergognata”. Lei aveva denunciato il ricatto.
negli ultimi mesi, la giornalista era stata addirittura accusata di essere una spia degli Stati Uniti e le era stato impedito due volte di lasciare il Paese: a ottobre per partecipare ad una conferenza internazionale a Praga e il 19 novembre per intervenire a un’audizione del Congresso Usa sul contrasto alla corruzione nei paesi dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa;
le condizioni di detenzione della giornalista violano completamente le convenzioni internazionali, in quanto non le permettono di vedere né la famiglia né il suo avvocato;
la radio denominata RFE/RL (Radio Free Europe / Radio Liberty) dove lavorava Khadija Ismayilova è stata chiusa con motivazioni dubbie;
al suo avvocato, Khalid Baghirov, il giorno dopo aver accettato l’incarico di difenderla, è stata ritirata la licenza, adducendo quale motivazione ufficiale l’aver criticato un giudice della corte d’appello di Sheki in cui era in corso il processo contro il leader dell’opposizione, Ilgar Mammadov, uno dei 23 prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International – :

quali iniziative il Governo italiano, attraverso il Suo Ministero degli Esteri, intenda assumere nelle sedi opportune, sia europee che bilaterali, al fine di verificare se siano stati effettivamente violati i diritti della giornalista Khadija Ismayilova, di monitorare il rispetto dei diritti umani e dei diritti di libertà (in particolare di espressione) in Azerbaijan e di contribuire al loro rafforzamento.

On. Sandra Zampa


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