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	<title>Marilena Fabbri &#124; Deputata della XVII Legislatura al Parlamento Italiano</title>
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	<description>Deputata della XVII Legislatura al Parlamento Italiano</description>
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		<title>Il cammino della Giustizia, quattro anni di riforme</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 20:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In questa legislatura è stato particolarmente significativo il lavoro di riforma del sistema giustizia per renderlo più puntuale alle esigenze dei cittadini, più celere ed efficiente, più rispettoso Delle vittime e dei soggetti vulnerabili.  Si è intervenuti: ad integrare le norme in materia civile e penale con fattispecie non contemplate dai nostri  codici ma oggi ritienute fondamentali;  sulle procedure processuali; a riformare l&#8217;ordinamento penitenziaria; a  riformare le procedure fallimentari/dell&#8217;insolvenza e Delle imprese in crisi; a prevedere  la tutela delle vittime nell&#8217;ambito del processo; ad informatizzare il processo, ad ammodernare da punto di vista tecnologico le cancellerie; a potenziare gli organici amministrativi dei tribunali dopo anni di blocco delle assunzioni;  a riconoscere le spese per le sedi giudiziarie a carico dello Stato e non più a carico dei Comuni.<br />
Pur non essendo questo il mio settore di competenza in Parlamento, ho seguito molti dei lavori della Commissione Giustizia, ed essendo questo un settore particolarmente importante del nostro sistema Stato, mi sembra doveroso evidenziare il grande lavoro fatto dalla Commissione Giustizia ed in particolare dalla sua Presidente on.Donatella Ferranti e dal Ministro Andrea Orlando pubblicando alcuni documenti sintetici di approfondimento prodotti da Ufficio Servizio Studi della Camera dei Deputati  (dossier &#8220;La protezione e il sostegno alle vittime dei reati) e dal Ministero stesso (il Report “ Il cammino della Giustizia.  4 anni di riforme”).<br />
Il mio interessamento in questo settore é stato in particolare su legge di riforma crisi d&#8217;impresa ed insolvenza, orfani di crimini domestici, tutela delle vittime, riconoscimento del cognome materno, attribuzione delle spese per l&#8217;allestimento e il funzionamento delle sedi giudiziarie allo Stato e non ai Comuni,  precari della giustizia.</p>
<p><a href="http://www.marilenafabbri.it/wp-content/uploads/2018/03/rapporto-finale-febbraio-2018.pdf">Rapporto Finale Giustizia</a></p>
<p><a href="http://www.marilenafabbri.it/wp-content/uploads/2018/03/Dossier-vittime-reati.pdf">Dossier vittime di reati</a>
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		<title>Storia di un mandato&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2018 23:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cinque anni di esperienza parlamentare riassunti in 44 pagine. I numeri dei miei atti, gli argomenti di cui mi sono occupata i mezzi di comunicazione. La sintesi di una legislatura...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni di esperienza parlamentare riassunti in 44 pagine. I numeri dei miei atti, gli argomenti di cui mi sono occupata i mezzi di comunicazione. La sintesi di una legislatura attraverso numeri, provvedimenti e considerazioni.</p>
<p><a href="http://www.marilenafabbri.it/wp-content/uploads/2018/03/Rendiconto-Marilena-Fabbri.pdf">rendiconto-marilena-fabbri</a>
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		<title>Migrazioni Scenari per la società e azioni per la politica</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2018 15:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La presenza straniera in Italia: un welfare, integrazione e convivenza fra italiani e immigrati, modera Emma Pettiti, assessore al Bilancio Regione Emilia Romagna Riprendiamo con il convegno migrazioni che, come...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La presenza straniera in Italia: un welfare, integrazione e convivenza fra italiani e immigrati, modera Emma Pettiti, assessore al Bilancio Regione Emilia Romagna</p>
<p>Riprendiamo con il convegno migrazioni che, come sapete, è stato fortemente voluto dall&#8217;Associazione Dems, da Andrea Orlando, che è qui con noi e salutiamo, perché l&#8217;obiettivo è quello di fare in modo, da quando l&#8217;associazione è nata, di occuparci di temi politici importanti per il Paese, che è ciò che è successo questa mattina, dal momento in cui abbiamo affrontato le questioni legate le politiche migratorie, nello scenario internazionale ed europeo. I temi dell&#8217;immigrazione sono stati messi al centro del confronto, con i modelli europei e internazionali  e messi in relazione a questioni come anche le paure che ad essi si legano e sulle quali, sempre di più, ci stiamo confrontando, anche nelle nostre comunità. In questa Regione adesso continuiamo a ragionare di  migrazione e di politiche, rispetto anche all&#8217;idea di un nuovo welfare, ed un nuovo modello di integrazione e di convivenza. Ne parliamo con i relatori, che ringrazio di essere qui con noi, partiamo da Marilena Fabbri, deputata relatrice del provvedimento sullo ius soli. Sappiamo perfettamente che la legislatura è in corso, e abbiamo ancora il tempo per fare questa battaglia politica, rispetto alla quale, sicuramente, si gioca molto del profilo anche del Partito Democratico e del centro-sinistra, quindi attraverso il suo contributo, cercheremo di capire a che punto siamo. ….</p>
<p>Marilena Fabbri, deputata Pd<br />
Grazie, cerco di essere sintetica, sapendo che ci siamo “rubati” un po&#8217; di tempo e soprattutto perché siamo tutti interessati a sentire gli ospiti particolarmente significativi di oggi, da Orlando Monsignor a Zuppi e Romano Prodi.<br />
La legge sullo ius soli, intanto va detto che è la legge sulla cittadinanza, una legge che riconosce diritti e che quindi serve all’inclusione, ma è anche una legge economica e non il mero frutto dell’atteggiamento di buonismo, attribuito come accusa, al Partito Democratico, per aver voluto e sostenuto la legge sulla cittadinanza, anche se in questi due anni e mezzo c’è stato un atteggiamento di attesa, di rinvio, cercando il momento migliore probabilmente abbiamo sbagliato, forse se avessimo provato subito, due anni e mezzo, fa quando è stata approvata alla camera, può darsi che oggi sarebbe già sedimentata, magari la popolazione l&#8217;avrebbe già in qualche modo “digerita”, diciamo così, usando questo brutto termine. Soprattutto, avrebbe capito che in realtà, la legge sulla cittadinanza, non avrebbe in alcun modo leso la nostra identità e la nostra cultura, anzi, l&#8217;avrebbe in qualche modo rinforzata, rafforzata. La legge sulla cittadinanza è, quindi, una legge che riconosce diritti ma, soprattutto, che permette di conoscere uno stato di realtà, la legge sullo ius sanguinis, che è quella che caratterizza la nostra modalità di acquisizione della cittadinanza e fa riferimento ad un periodo storico in cui l&#8217;Italia era principalmente un Paese di immigrazione, che perdeva popolazione, a favore di altri Paesi, e quindi aveva la necessità di prevedere norme che tenessero agganciati a sé, quanti se ne stavano andando, per motivi soprattutto economici, come abbiamo anche sentito questa mattina, dall&#8217;ambasciatore della Tunisia, sappiamo quanto siano importanti le rimesse dei migranti per i Paesi di origine, perché sostengono le economie, sappiamo quanti nostri lavoratori migranti abbiano sostenuto anche la rinascita dell&#8217;economia italiana negli anni 50-60. Oggi e dalla metà degli anni 90, l’Italia, è un Paese di migranti ma anche di emigrazione, quindi la necessità di riconoscere chi se ne va, ma anche chi ha scelto il nostro Paese per sviluppare questo progetto di vita. La legge sulla cittadinanza e sullo ius soli temperato, perché di questo si parla dello ius culturae, noi riteniamo che sia una legge equilibrata già di grande compromesso, rispetto a come partì nelle proposte iniziali, delle iniziative di legge popolare, ma anche di quelle altre depositate, più semplici, molto più accessibili, si parlava esclusivamente di permesso di soggiorno 5 anni, di residenza legale, non necessariamente di permesso di soggiorno di lungo periodo, che invece è stato introdotto nella legge sulla cittadinanza. È è una legge di equilibrio che consente di riconoscere la cittadinanza o ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, a lungo soggiornanti o, e quindi fin dalla nascita, o nell&#8217;arco dei 18 anni, diciamo nel momento in cui matura la scelta, da parte della famiglia, oppure con lo Ius culturae, ovvero, dopo la frequentazione di almeno cinque anni di scuola. Perché, secondo noi, è importante anticipare, consentire l&#8217;acquisizione della cittadinanza ? È importante, secondo me, anticipare ai primi anni, oppure nella fase di scolarizzazione, perché quello è il momento in cui si forma l&#8217;identità della persona, in cui comunque, i ragazzi, si chiedono chi sono, a cosa appartengono, qual è il loro luogo di riferimento. È anche il momento in cui si rendono conto di essere stranieri in patria, quindi è la fase dell&#8217;adolescenza in particolare, un momento già abbastanza critico, nella formazione dell&#8217;identità personale, in cui sentirsi doppiamente straniero, nel luogo in cui sei nato, in cui vivi sei cresciuto: è straniero nel paese di origine dei genitori perché, non lo  frequenta, perché comunque la cultura di riferimento è più lontana di quella che si vive quotidianamente. Quello è il momento in cui noi rischiamo di perdere il senso di appartenenza e diciamo la parte più innovativa e creativa di questi ragazzi, che devono lottare per sentirsi cittadini a casa loro, questa è una legge, come ha ricordato anche ministro Minniti che serve anche a rafforzare la coesione sociale, e quindi a rafforzare la sicurezza del nostro Paese. Se ti senti accolto e ti senti parte di un progetto e di un paese, diciamo, non metti in atto poi, azioni di contrasto con quel Paese. È una legge, secondo noi, particolarmente importante, che speriamo che il Senato posta calendarizzare ,  già nei primi nei primi giorni di dicembre, non appena approvata la legge di bilancio al Senato, quindi nel momento in cui la legge di bilancio passa alla camera e si crea per il Senato, la possibilità di ridiscutere di proposte di legge a cui viene riconosciuto anche un onere economico. Ci tenevo anche sottolineare due aspetti: noi abbiamo, l&#8217;hanno detto anche questa mattina, assolutamente bisogno di riconoscere i ragazzi che nascono il nostro paese anche per un motivo economico noi siamo un paese che invecchia siamo il secondo paese per indice di vecchiaia al mondo dopo il Giappone e, già oggi, gli ultra sessantacinquenni, sono il 26% della popolazione, e sono in crescita, questo significa, ancora, secondo i dati della Fondazione Moressa &#8211; che analizza i dati economici e il contributo degli stranieri nell’economia, in particolare nel nostro, le prospettive demografiche dell’Europa, sono così previste: 2030 +2,7 %, senza migrazioni &#8211; 0,6%, nel 2050, crescita dell’Europa +3,6%, senza migrazioni -4,1. Quindi noi abbiamo bisogno, facendo anche riferimento a un dato più statistico, di poter accogliere chi sceglie l’Europa e l’Italia, per vivere, anche solo per un aspetto egoistico, per sostenere la nostra bilancia economica, perché il nostro è un Paese che invecchia, che consuma soprattutto welfare e sanità, e quindi ha bisogno che dall’altra parte ci sia una popolazione attiva, che produce, che crea ricchezza, ed aiuta a sostenere ed equilibrare quelle spese. I cittadini stranieri che vivono nel nostro Paese, sono 5milioni e va detto che da circa sei anni, il dato è fermo, non è in crescita, non siamo più un paese attrattivo e dovremmo occuparci di questo, piuttosto che innalzare muri alle frontiere e questi 5 milioni di persone, producono l’8-9% del Pil nazionale, pari a circa 130 miliardi di euro, non è una popolazione parassita, che consuma risorse, è una popolazione che contribuisce in maniera significativa, a sostenere l’economia del nostro Paese. Faccio solo breve riferimento al discorso fatto oggi, sulla fobia, dobbiamo essere attenti ed investire sulla prevenzione della xenofobia che si collega, abbiamo sentito, all’irrazionale, e che metterei anche in relazione al fatto che siamo un popolo che sta invecchiando e,  la vecchiaia, porta un senso di vulnerabilità e fragilità, inoltre riguarda in maggior numero le donne, su cui la paura per lo straniero, ha una capacità di persuasione ancora più forte, dovremmo quindi prestare attenzione alle forme di comunicazione, rispetto al tema degli stranieri.</p>
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		<title>Disciplina delle professioni di educatore professionale</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 14:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Approvato in sede legislativa al Senato il pdl recante  “Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista”. </p>
<p>L&#8217;obiettivo principale di questo provvedimento è la valorizzazione delle competenze scientifiche e professionali di educatori e pedagogisti, perché «educatori non ci s’improvvisa» e, per rispondere alle numerose e nuove problematiche dell’ambito educativo, sociale e sanitario, è necessario un alto profilo professionale. Occorre quindi un riconoscimento professionale di questi operatori per «fare uscire dall&#8217;ombra, il lavoro prezioso, spesso non riconosciuto o non sufficientemente valorizzato o apprezzato, da essi svolto». È una galassia variegata e professionalmente fragile di circa 200 mila persone, alcune con titolo, altre senza, di una giungla di titoli e ambiti lavorativi che comprende, al suo interno, anche ingiustizie e disparità, di una normativa in materia complessa e, a volte, contraddittoria, che attende da oltre vent&#8217;anni di essere rivista e che risulta anche inadeguata, oggi, ai tempi e alle modifiche necessarie alla riorganizzazione dei servizi. Il testo, che nasce dalla collaborazione di tutti i gruppi parlamentari, si è arricchito del contributo di associazioni di educatori e pedagogisti. Queste figure professionali operano negli ambiti dell&#8217;infanzia ma anche in tutto l&#8217;arco della vita, nei luoghi molteplici della famiglia, della disabilità, dell&#8217;immigrazione, del carcere, della tossicodipendenza, delle case famiglia, delle comunità territoriali, della formazione aziendale, dell&#8217;inclusione e della tutela dei soggetti fragili e svantaggiati, della promozione del benessere. Con questa proposta di legge si creano le condizioni per produrre un decisivo miglioramento nella qualità dei servizi; si potenzia un&#8217;affermazione dei diritti dell&#8217;infanzia e una diffusione della qualità della cura educativa per tutte le persone in situazioni di fragilità e per coloro che sono in cammino nei sentieri educativi; inoltre, si afferma la forte volontà di rilanciare i servizi sociali e sanitari, considerando la dotazione nei servizi di adeguate figure professionali.</p>
<p><a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47044.htm">Approfondisci</a>
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		<title>Protezione testimoni di giustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 14:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giovedì 21 dicembre l’aula del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 2740, recante disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia. Una legge tanto attesa, voluta e necessaria. I testimoni non...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 21 dicembre l’aula del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 2740, recante disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia. Una legge tanto attesa, voluta e necessaria. I testimoni non sono una costola dei collaboratori di Giustizia ma un’altra realtà che ha bisogno di una normativa diversa e sistemica. Adesso potranno rimanere, naturalmente quando è possibile, nella località dove vivono e hanno testimoniato. Potranno avere più garanzie nel loro inserimento lavorativo e sociale e potranno avere una sicurezza adeguata e una tutela allargata anche ai propri familiari. Con l’approvazione di questa legge alle mafie arriva un altro bel colpo su un terreno dove i boss regnano sovrani attraverso l’omertà e il terrore e la violenza. L’associazione dei Testimoni ha avuto finalmente ascolto e cittadinanza. Il lavoro prezioso della Commissione Antimafia e l’approvazione unanime di Camera e Senato ci consegnano una svolta condivisa e unitaria. Dopo la legge di riforma del Codice Antimafia e altre 23 buone leggi che incidono positivamente nella lotta alle mafie oltre ad essere soddisfatti bisogna adesso curare la buona e coerente applicazione. </p>
<p>Il Capo I (articoli 1 e 2) definisce l&#8217;ambito di applicazione del provvedimento; il Capo II (articoli da 3 a 9) stabilisce le speciali misure di protezione (tutela dell&#8217;incolumità e sicurezza dei beni, sostegno economico, reinserimento sociale e lavorativo); il Capo III (articoli da 10 a 19) disciplina il procedimento di applicazione, modifica, proroga e revoca delle misure e istituisce, all&#8217;articolo 16, la figura del referente del testimone di giustizia; il Capo IV (articoli da 20 a 28) reca disposizioni finali e transitorie.<br />
Il provvedimento, scaturito dall&#8217;inchiesta della Commissione antimafia, arricchisce la legislazione di carattere non emergenziale, garantendo misure di protezione adeguate e durature ai testimoni di giustizia, i quali costituiscono una risorsa preziosa nel contrasto alla criminalità mafiosa. </p>
<p><a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47820.htm">Approfondisci<br />
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		<title>Il consenso informato ai trattamenti sanitari</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/consenso-informato-trattamenti-sanitari/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 14:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’approvazione della legge sul consenso informato ai trattamenti sanitari rappresenta un’ulteriore legge di civiltà che caratterizza ancora di più questa legislatura per i risultati ottenuti e i traguardi raggiunti sui diritti civili e su temi sui quali fino ad oggi il parlamento non era riuscito a legiferare. La legge sul testamento biologico si aggiunge a quella sulle unioni civili e alla norma sul dopo di noi. È una legge che consente ad ogni persona di esprimere liberamente la propria volontà, di decidere, di dare il proprio consenso o di rifiutare un trattamento sanitario. Con il biotestamento si garantisce a ogni cittadino il diritto di poter decidere, qualora si trovasse in condizioni di salute irreversibili, o improvvisamente, o in conseguenza di malattia, di rifiutare quelle prestazioni sanitarie non più utili a curare, ma solo a prolungare uno stato di agonia. Una decisione presa in fase di piena lucidità e possesso delle proprie facoltà, ma consegnata con strumenti ben definiti, al contesto di fiducia della persona stessa, i propri cari, i medici di fiducia.  Uno Stato civile e laico ha il dovere di lasciare alle persone, alle loro famiglie e ai medici che hanno seguito le malattie e le cure, l&#8217;ambito in cui poter esercitare il diritto di scegliere come affrontare le ultime fasi della vita. La legge approvata  è una buona sintesi che punta a ottimizzare la relazione tra il medico e il paziente. L’obiettivo è quello di dare libertà ad ognuno nel rispetto di quel principio di ‘appropriatezza della cura’, maggiori garanzie al personale sanitario cercando, al contempo, di garantire quel diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla salute che sono principi al centro della nostra Costituzione. Si è trovato un giusto equilibrio in nome dell’idea laica dello Stato: la legge che compone un quadro capace di fermarsi sulla soglia delle scelte personali che riguardano il proprio corpo, la propria vita, la propria etica individuale. E&#8217; una legge di libertà e di buon senso, che non introduce, come qualcuno strumentalmente continua a dire, sbagliando, l’eutanasia. Con la norma sul fine vita, e sulla Dat l&#8217;Italia è un Paese più laico, più civile.<br />
In sintesi il contenuto del provvedimento:<br />
Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato, documentato in forma scritta o videoregistrato, della persona interessata. Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Il medico è tenuto a rispettare la volontà del paziente. Previste norme a tutela dei minori e degli incapaci. Il provvedimento promuove e valorizza la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico. Il consenso dovrà essere inserito nella cartella clinica del paziente.<br />
Diritto all’informazione: ogni persona può conoscere le proprie condizioni di salute ed essere informata su diagnosi e prognosi, benefici e rischi degli accertamenti diagnostici e trattamenti sanitari, conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario.<br />
Terapia del dolore e dignità della vita: il medico in ogni caso deve sempre adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente anche in caso di rifiuto o revoca del consenso al trattamento sanitario indicato. A tal fine è sempre garantita una appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Di fronte ad un paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte il medico si deve astenere da ogni ostinazione irragionevole o accanimento terapeutico.<br />
Disposizioni anticipate di trattamento (DAT): Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminazione, può esprimere attraverso le DAT le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonchè il consenso o il rifiuto rispetto alle scelte mediche che riguardano la sua salute. Sarà possibile indicare una persona di propria fiducia, denominato fiduciario, che “faccia le veci e rappresenti il paziente nelle relazioni con il medico”. Le DAT, che devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, saranno inserite in un apposito registro istituito nel comune di residenza oppure presso le strutture sanitarie.</p>
<p><a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47964.htm">Approfondisci</a></p>
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		<title>La legge sulle professioni mediche</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 14:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/legge-sulle-professioni-mediche/">La legge sulle professioni mediche</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Efficienza, professionalità, trasparenza e migliori servizi al cittadino: sono il tratto distintivo della riforma delle professioni sanitarie che il Senato ha approvato definitivamente nella settimana precedente le festività natalizie.  Si tratta di una riforma attesa da anni che giunge a chiusura di una legislatura caratterizzata da un significativo percorso legato alla promozione e al rafforzamento dei diritti civili ed umani. Nella fattispecie la legge delega riguarda più di un milione di professionisti del sistema sanitario del nostro Paese con il riordino degli Ordini professionali. Norme precise anche per sperimentazioni cliniche, medicina di genere, abusivismo professionale e dirigenza del ministero della Salute. Questa norma riallinea il nostro Paese al resto d’Europa. Vengono riconosciute nuove professioni sanitarie come gli osteopati e i chiropratici e vengono assegnate al Ministero della salute professioni già riconosciute come i biologi, i chimici, gli psicologi e i fisici. Di assoluto rilievo, a tutela dei pazienti, la norma che colpisce in maniera severa l’abuso dell’esercizio di professione o di un’arte sanitaria.<br />
In sintesi il contenuto del provvedimento:<br />
Sperimentazione clinica dei medicinali. Le nuove disposizioni, adeguando la disciplina italiana alla nuova normativa europea (Regolamento UE 536/2014), prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Viene prevista l’istituzione, infatti, di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni. Si prevede, inoltre, l’individuazione, attraverso successivo decreto ministeriale, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 attualmente esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.<br />
Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie. Le nuove disposizioni trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali. Agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946, e vengono inserite disposizioni finalizzate a migliorare la funzionalità degli organi, a chiarire i compiti svolti, valorizzandone, in particolare, il rilievo pubblico e la funzione deontologica, oltre che a favorire la partecipazione interna da parte degli iscritti.<br />
Nuove professioni sanitarie. Il DDL riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Tale procedura, che passerà per il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l’accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. Nell’ambito di tale procedura, un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione è già fissata dalla legge, mentre il percorso per il definitivo riconoscimento passa attraverso l’accordo in Conferenza che definirà l’ambito di attività, le funzioni, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché quelli per il riconoscimento dei titoli equipollenti connessi a tali professioni. Con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro della salute, saranno, inoltre, definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria.</p>
<p>Riordino della professione dei chimici, dei fisici, dei biologi e degli psicologi. Il DDL stabilisce che la vigilanza su tali Professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute. Anche a tali ordini si applicheranno, dunque, le nuove disposizioni relative al funzionamento interno degli Ordini, modificati dal DDL.<br />
Esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Si interviene sul reato di esercizio abusivo della professione, per inserire un’aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per prevedere in tali ipotesi la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Ed in particolare, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.<br />
Aggravante per reati commessi contro persone ricoverate. Viene aggiunta nel codice penale (art. 61) una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socioeducative.</p>
<p><a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/48418.htm">Approfondisci</a>
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		<title>ORFANI DI FEMMINICIDIO</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 14:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Miei interventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’APPROVAZIONE DI QUESTA LEGGE UN ATTO DI CIVILTA’ E GIUSTIZIA IL Senato ha approvato, sul finire della legislatura, la legge che introduce nel nostro ordinamento maggiori tutele per tutti coloro...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’APPROVAZIONE  DI QUESTA LEGGE UN ATTO DI CIVILTA’ E GIUSTIZIA<br />
IL Senato ha approvato, sul finire della legislatura, la legge che introduce nel nostro ordinamento maggiori tutele per tutti coloro che restano orfani in seguito ad un delitto compiuto in ambito domestico. Si tratta di un grande atto di civiltà e di giustizia nei confronti di tutte quelle bambine e quei bambini che vengono colpiti da una doppia perdita, perché per loro viene meno sia il genitore ucciso sia quello autore del delitto, e che sono costretti ad affrontare sia il dramma di quanto accaduto – a volte addirittura assistendo al delitto – sia una serie notevole di problemi e di difficoltà pratiche ed economiche. Le istituzioni hanno il dovere morale di farsi carico delle conseguenze che tali crimini determinano sui figli delle vittime. Con questa legge si introducono norme rilevantissime: il gratuito patrocinio alle vittime, sia in sede penale che civile, a prescindere dalla capacità di reddito; si equipara l&#8217;aggravante, per l&#8217;omicidio, delle relazioni personali, anche ai coniugi; si introduce l&#8217;obbligo di sequestro conservativo dei beni dell&#8217;autore di reato in presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti; l&#8217;assegnazione di una provvisionale senza aspettare la fine del processo penale a favore degli orfani di crimine domestico, quindi anticipando un sostegno economico agli orfani, sempre in attesa della conclusione del processo penale; la sospensione della successione ereditaria in pendenza di giudizio penale; la dichiarazione automatica di indegnità alla successione in caso di condanna definitiva; la sospensione di indegnità a succedere anche verso i figli che uccidono i propri genitori per accedere alla eredità; la sospensione del diritto alla pensione di reversibilità; la titolarità delle quote del genitore autore di reato rinviato a giudizio a favore dei figli delle vittime, quindi senza anche qui aspettare la conclusione del processo.<br />
La violenza domestica, gli omicidi domestici e i femminicidi sono un fenomeno diffuso, che lo Stato ha il dovere di contrastare, sul piano culturale e giudiziario. La legge approvata oggi colma un vuoto normativo ma rappresenta soprattutto un grande passo avanti verso l’ampliamento della sfera dei diritti umani e civili.<br />
In questa legislatura si è cercato di affrontare con grande determinazione il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Dalla ratifica della ‘Convenzione di Istanbul’, al decreto 93/2013 contro il femminicidio e la violenza di genere, all’obbligo per le scuole di ogni ordine e grado di inserire nei piani triennali dell’offerta formativa azioni di educazione alla parità tra i sessi e di prevenzione della violenza di genere, al Piano Nazionale Straordinario contro la violenza di genere fino alla Commissione di inchiesta sul femminicidio.</p>
<p><a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47784.htm">Approfondisci</a>
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		<title>Legge di Bilancio 2018</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/legge-bilancio-2018/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 11:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 23 dicembre 2017 il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio che contiene diversi interventi per favorire l&#8217;accesso al lavoro nel mercato privato e per sostenere...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/legge-bilancio-2018/">Legge di Bilancio 2018</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 dicembre 2017 il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio che contiene diversi interventi per favorire l&#8217;accesso al lavoro nel mercato privato e per sostenere ulteriormente le assunzioni in diversi settori dello Stato, dalle forze di polizia e soccorso, alla sanità, ricerca, pubblica amministrazione e scuola per sopperire alle carenze croniche accomunate dai blocchi assunzionali previsti nelle precedenti legislature. Sono state inoltre stanziate risorse in più per garantire il rinnovo del contratto statali, garantendo l’aumento medio di 85 euro per i dipendenti pubblici.</p>
<p>Importanti novità anche in materia di pensioni, con la proroga dell’Ape volontaria che potrà essere richiesta da nuove quattro categorie di lavoratori addetti a mansioni usuranti, l’introduzione dell’Ape social donna e la possibilità di accedere alla pensione anticipata a costo zero nel 2018 anche in caso di contratto a tempo determinato in scadenza.</p>
<p>La Legge di Bilancio 2018 ha inoltre innalzato la soglia di reddito per i figli a carico, portando a 4.000 euro il limite per poter beneficiare delle detrazioni fiscali e agevolazioni.</p>
<p>In merito al pacchetto lavoro, viene previsto il divieto di pagamento degli stipendi in contanti.</p>
<p>Diventa inoltre ufficiale la proroga di bonus mobili e ristrutturazioni, dell’Ecobonus e l’introduzione del nuovo bonus verde 2018.</p>
<p>A partire dal prossimo anno torna la possibilità di detrazione degli abbonamenti bus e metro, con agevolazioni sui rimborsi dei titolo di trasporto anche per i datori di lavoro di lavoratori pendolari.</p>
<p>Nel materiale allegato potrete trovare i dettagli della manovra di bilancio ed alcuni documenti di sintesi, oltre che l&#8217;elenco di tutti gli emendamenti approvati ed alcuni di quelli da me sottoscritti.</p>
<p>Una manovra di espansione verso le imprese, perché creino posti di lavoro, che per agevolare l’accesso al lavoro, ma anche di sostegno alle persone più fragili su cui ha inciso pesantemente una crisi economica prolungata, che seppur in via di superamento lascia ancora molte famiglie in grave o gravissima difficoltà, per questo è stato potenziato il fondo per il contrasto alla povertà e ampliati i criteri di accesso. E’ stato inoltre potenziato il fondo per le vittime di reati intenzionali e per le vittime di crimini domestici.</p>
<p>Nell&#8217;ultima settimana di legislatura sono state, inoltre, approvate in via definitiva al Senato molte leggi importanti di cui di aspettava la conclusione:</p>
<p>-        la legge che istituisce il biotestamento, ossia  il diritto per ciascun cittadino, di poter decidere o  di lasciare scritte le proprie volontà qualora si trovasse in condizioni di salute irreversibili, o improvvisamente, o in conseguenza di malattia, di rifiutare quelle prestazioni sanitarie non più utili a curare, ma solo a prolungare uno stato di agonia.</p>
<p>-        la legge a tutela degli orfani di crimini domestici, in materia di diritti civile e  di procedura civile  e penale;</p>
<p>-        la legge sul riordino e sulle nuove professioni sanitarie, nonché il riordino della professione dei chimici, dei fisici, dei biologi e degli psicologi, e sull’abusivismo della professione;</p>
<p>-        la legge che disciplina le professioni di educatore professionale socio-sanitario e di pedagogista;</p>
<p>-        la legge che riconosce protezione e tutela per i testimoni di giustizia, ora prevista solo per i pentiti.</p>
<p>Sono circa 370 le leggi approvate in questa legislatura, leggi di particolare rilievo che sono andate a colmare vuoti normativi importanti sia in materia di diritti che di riordino dell’ordinamento statale o delle professioni, che porteranno i loro benefici nel tempo, perché hanno bisogno di concludere e stabilizzare significativi cambiamenti organizzativi.</p>
<p>La legge che non siamo riusciti ad approvare in questo scorcio di legislatura è quella che avrebbe consentito  di richiedere la cittadinanza italiana da parte dei bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari  lungo soggiornanti e ai bambini nati in Italia o arrivati in tenera età che avessero frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni. Una legge di equilibrio e di civiltà, che non siamo riusciti ad approvare per sbagli politici e per una strumentalità sul tema che ha alimentato la paura e una diffusa ostilità in tanti cittadini che prima la vedevano con favore.</p>
<p>Una legge che andava approvata due anni fa, quando il governo avrebbe avuto la forza e le condizioni per fare approvare una legge giusta e si avrebbe avuto tutto il tempo per dimostrare agli italiani che non si trattava di una legge contro l&#8217;identità italiana, ma proprio a sostegno dell’Italia e degli italiani. La sua non-approvazione è dunque una promessa mancata fatta a centinaia di migliaia di ragazzi, che non attribuiva alcun diritto automatico, ma solo un&#8217;opportunità. È una battaglia non vinta, ma da non abbandonare. 250.000 italiani cinque anni fa raccolsero le firme e depositarono una legge dal contenuto molto più avanzato di quella poi uscita dalla discussione parlamentare, io sono convinta che un confronto in merito fuori dalla quotidiana strumentalità politica possa far raggiungere un obiettivo che per ora è solo rinviato.</p>
<p>Il 28 dicembre si è conclusa la XVII legislatura, la più lunga e produttiva della storia della Repubblica, che al netto delle cose da cambiare e da correggere alla luce dei risultati e degli effetti prodotti,  rimane mio avviso una legislatura che lascerà un segno positivo e profondo nel nostro ordinamento giuridico, da valutare meglio con il dovuto distacco personale e temporale. Il 4 Marzo 2018 si andrà al voto per il rinnovo di Camera e Senato e per il 23 Marzo 2018 è previsto l’insediamento del nuovo Parlamento. Due mesi per un serrato confronto sulle cose fatte, ma soprattutto su come i diversi partiti e coalizioni che si presentano alle elezioni intendano dare risposte concrete, plausibili e sostenibili economicamente alle sfide ed ai problemi del nostro Paese per continuare ad essere all’altezza delle aspettative di qualità della vita e dei servizi di noi cittadini.
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		<title>Guasti alle linee elettriche a seguito della neve</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Dec 2017 14:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogazioni e interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Interrogazione a risposta in commissione 5-12887 presentato da BENAMATI Gianluca testo di Mercoledì 6 dicembre 2017, seduta n. 898   BENAMATI, DE MARIA e FABBRI. — Al Ministro dello sviluppo economico....</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Interrogazione a risposta in commissione 5-12887<br />
presentato da<br />
BENAMATI Gianluca<br />
testo di<br />
Mercoledì 6 dicembre 2017, seduta n. 898<br />
  BENAMATI, DE MARIA e FABBRI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:</p>
<p>il 13 novembre 2017 si è verificata nell&#8217;Appennino tosco-emiliano, in particolare tra le province di Bologna e Reggio Emilia, la prima nevicata della stagione. Nonostante si trattasse di una nevicata di lieve entità la rete elettrica nazionale ha subito molti danni e sono stati numerosi i disagi provocati sia dall&#8217;assenza di energia elettrica, di acqua corrente e di gas sia dal blackout dei servizi di telefonia, principalmente mobile;</p>
<p>già nel febbraio 2015, il territorio dell&#8217;Emilia-Romagna era stato funestato da eccezionali condizioni di maltempo che avevano provocato, in tutte le province della regione, una grave interruzione della fornitura elettrica con circa 500 mila cittadini coinvolti senza luce, riscaldamento, acqua, collegamenti telefonici e internet;</p>
<p>a distanza di 3 anni dall&#8217;evento calamitoso succitato, i cittadini di alcuni comuni dell&#8217;Emilia-Romagna si sono trovati di nuovo a vivere disagi e disservizi connessi alla mancanza di energia elettrica, risultando circa 30 mila le utenze coinvolte fra Bologna e Reggio Emilia, con l&#8217;aggravante che in questo caso le precipitazioni nevose sono state molto modeste (circa 30 centimetri);</p>
<p>anche in questo caso sembrerebbe che la causa dei danni e dei prolungati disservizi sia imputabile a linee elettriche obsolete e inadeguate (le linee rifatte dopo gli eventi del 2015 non hanno infatti subito danni), alla insufficiente manutenzione effettuata (anche riguardo alla potatura degli alberi) nonché all&#8217;utilizzo, in fase di emergenza, di squadre di pronto intervento con poca conoscenza dei luoghi e prive degli strumenti idonei per questo tipo di interventi;</p>
<p>i sindaci dei comuni colpiti dal blackout elettrico hanno inoltre lamentato una difficoltà di contatto con Enel e con altre strutture tecniche durante l&#8217;emergenza: i call center non hanno funzionato né verso le amministrazioni, né verso i cittadini rimasti in attesa del ripristino del collegamento elettrico per diversi giorni senza potersi organizzare per ridurre i disagi e i danni per la propria famiglia o attività economica –:</p>
<p>se il Ministro interrogato abbia verificato le ragioni di tale situazione anche al fine di intervenire, per quanto di competenza, per garantire che tali disservizi non si ripetano, valutando anche la promozione di un protocollo di intervento con modalità risolutive delle criticità esposte in premessa.<br />
(5-12887)</p>
<p>Atto Camera</p>
<p>Risposta scritta pubblicata Martedì 12 dicembre 2017<br />
nell&#8217;allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)<br />
5-12887<br />
A causa della nevicata del 13 novembre ultimo scorso, si sono nuovamente verificate interruzioni del servizio elettrico che hanno interessato circa 40.000 utenti in Emilia Romagna, in particolare in alcuni comuni delle province di Bologna e Reggio Emilia.<br />
Sono state chieste informazioni ai concessionari (E-distribuzione S.p.A. e Inrete Distribuzione Energia S.p.A.) coinvolti dall&#8217;evento, che hanno riferito di aver ripristinato il servizio per la gran parte il 15 novembre e completamente il giorno successivo, 16 novembre. D&#8217;accordo con gli enti locali, laddove l&#8217;interruzione si è protratta, sono stati utilizzati gruppi elettrogeni per ovviare al disagio.<br />
Enel (E-distribuzione) ha comunicato di aver dichiarato immediatamente lo stato di emergenza, inviando in Emilia Romagna squadre di emergenza intervenute da altre province, accompagnate in prossimità delle linee danneggiate da personale locale presente in loco oppure munite di smartphone dotati di specifiche mappe di navigazione in cui sono riportati, con relativa georeferenziazione, gli impianti di E-distribuzione presenti sul territorio.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;interfaccia dei distributori con gli utenti isolati e con le amministrazioni territoriali coinvolte dai disservizi, E – distribuzione S.p.A. ha dichiarato che, ai sensi del protocollo di emergenza esistente, ha potenziato nel corso dell&#8217;emergenza il numero verde di segnalazione guasti, mentre per quanto riguarda le amministrazioni locali, ha fornito ai Sindaci, alle Prefetture e alla Protezione Civile, nelle riunioni annuali di coordinamento o via fax o via e-mail, i numeri di telefono dei Responsabili di Zona e di altri Tecnici locali.<br />
Anche Inrete, su richiesta del MISE, ha comunicato di aver attivato lo stato di emergenza in coerenza con il proprio piano di gestione delle emergenze e di aver attivato il coordinamento con la Protezione civile e gli enti locali.<br />
Tali disservizi sembrano essere dovuti al peso della neve su alberi ad alto fusto posti al di fuori della fascia di rispetto delle linee elettriche, ovvero posti in aree esterne ai limiti entro i quali i distributori possono effettuare il taglio di rami, piante ed arbusti. Il peso della neve su tali piante, ancora ricche di foglie, unito alla spinta del vento forte, avrebbe causato la caduta di numerose piante sia sulle carreggiate stradali, sia sui conduttori di alcune linee elettriche pedemontane e montane, rendendo difficile anche la viabilità, soprattutto in zone non facilmente raggiungibili.<br />
Da ultimo, per quanto riguarda la manutenzione delle rete, E-distribuzione ha comunicato che la rete emiliana è sottoposta a programmi di manutenzione preventiva. In particolare, negli ultimi due anni, secondo i dati forniti dalla società, i circa 17.800 km di rete elettrica di E-distribuzione in Emilia Romagna sono stati ispezionati al 100 per cento, e il taglio piante ha interessato circa 1.600 km nel 2016 e circa 1.200 km ad ottobre 2017.<br />
Anche Inrete ha comunicato di aver effettuato interventi di manutenzione preventiva, mettendo in piedi uno sforzo di attività ispettiva per la rilevazione e la riparazione dei guasti.<br />
In seguito agli eventi sopra descritti, questo Ministero è stato informato dalla Prefettura di Reggio Emilia della convocazione di una prima riunione il 22 novembre, a cui hanno partecipato gli Enti locali, Forze dell&#8217;Ordine, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, oltre che E-Distribuzione, in cui è stato operato il punto della situazione, a cui è scaturita la decisione di istituire un tavolo tecnico con gli stessi soggetti presenti col fine di ulteriormente definire l&#8217;adozione di ulteriori mirati interventi preventivi volti ad evitare l&#8217;insorgere di criticità analoghe a quanto accaduto.<br />
Anche la Prefettura di Bologna ha informato che in tempi brevi predisporrà un protocollo di intervento in relazione ad eventi avversi per mitigarne gli eventuali rischi.<br />
Il tema del rafforzamento della rete elettrica di fronte ad eventi meteo invernali è certamente condiviso da questo Ministero. Come noto, la stessa SEN (Strategia Energetica Nazionale), approvata il 10 novembre scorso, individua nella resilienza della rete uno degli obiettivi del prossimo periodo di programmazione, in modo specifico contro gli eventi meteo avversi del periodo invernale che hanno visto intensificare la frequenza negli ultimi anni.<br />
Per passare a dare attuazione a quanto programmato, questo Ministero ha individuato un primo insieme di azioni da mettere in campo, impartendo indirizzi operativi ai concessionari del servizio affinché ne tengano conto già a partire dalla programmazione 2018. Le azioni vanno da quelle di rafforzamento della rete, individuando aree ad alta priorità di interventi, a quelle di mitigazione degli impatti e di ripristino del servizio; allo stesso modo, sono considerate le azioni di coordinamento, più volte raccomandate come necessarie da questo Ministero in occasione di eventi simili, con gli enti locali, finalizzate sia al rafforzamento delle comunicazioni nella fase di emergenza, sia anche ad azioni concrete come la manutenzione degli alberi ad alto fusto che, pur essendo fuori dalle fasce di rispetto delle linee elettriche, possono, cadendo, provocarne la rottura.<br />
Dunque, a partire dalle aree più critiche, soprattutto nelle regioni della costa del medio adriatico, del Nord-Est e nelle aree interne appenniniche, l&#8217;obiettivo che ci si pone in tempi definiti è di rafforzare in modo significativo sia la prevenzione delle interruzioni sia, in ogni caso, la capacità di gestione degli impatti. Il processo sarà portato avanti in modo coordinato in primo luogo con l&#8217;Autorità per l&#8217;energia, che sta lavorando sullo stesso tema della resilienza per gli aspetti relativi alla qualità del servizio definendo standard e relativa regolazione, sia con le amministrazioni territoriali e con il circuito istituzionale di gestione dell&#8217;emergenza con cui saranno definiti nuovi strumenti, quali i protocolli citati dagli Interroganti.
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