<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Marilena FabbriMozioni &#124; Deputata della XVII Legislatura al Parlamento Italiano</title>
	<atom:link href="https://www.marilenafabbri.it/category/mozioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.marilenafabbri.it</link>
	<description>Deputata della XVII Legislatura al Parlamento Italiano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Mar 2018 20:29:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Visco e la riconferma alla guida di Banca d&#8217;Italia: le mozioni al voto della Camera</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 21:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=3957</guid>
		<description><![CDATA[<p>Mozioni    La Camera,     premesso che:      il Governatore della Banca d&#8217;Italia Ignazio Visco, che ricopre la carica dal 1o novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi, è in scadenza il...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/">Visco e la riconferma alla guida di Banca d&#8217;Italia: le mozioni al voto della Camera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mozioni<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    il Governatore della Banca d&#8217;Italia Ignazio Visco, che ricopre la carica dal 1o novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi, è in scadenza il 1o novembre 2017; <br />
    la nomina del Governatore, secondo quanto disposto dall&#8217;articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 («Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari»), è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d&#8217;Italia; <br />
    il testo unico bancario ed il testo unico della finanza attribuiscono alla Banca d&#8217;Italia il potere di regolamentare numerosi aspetti dell&#8217;attività degli intermediari bancari e finanziari, per assicurare stabilità, efficienza e competitività al sistema finanziario. Gli atti normativi della Banca d&#8217;Italia disciplinano profili essenziali per la sana e prudente gestione degli intermediari, quali l&#8217;assetto organizzativo, le modalità di governo dell&#8217;impresa, i sistemi per il controllo dei rischi assunti, la trasparenza delle condizioni contrattuali e la correttezza dei comportamenti. Inoltre, l&#8217;esercizio dei poteri della Banca d&#8217;Italia è in determinati casi complementare a strumenti di vigilanza volti ad esercitare un&#8217;azione deterrente nei confronti dei comportamenti contrari alla prudente gestione, alla trasparenza e correttezza nei rapporti con la clientela; <br />
    a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo, nell&#8217;ultimo decennio Banca d&#8217;Italia non solo avrebbe esercitato un controllo carente su determinate gestioni del credito e del risparmio che hanno rivelato – come accertato da indagini giudiziarie – la sussistenza di condotte in violazione della legge, ma avrebbe anche scelto, per il ruolo di commissari, soggetti considerabili «fiduciari», i quali in alcuni casi sarebbero apparsi soliti portare liquidità di piccoli istituti a banche vicine ai suddetti, invece di risanare quelle loro assegnate; <br />
    la sopra citata mala gestione del credito e del risparmio avrebbe contribuito a determinare numerosi casi di crac finanziario (ben 7 negli ultimi 9 anni), che avrebbero a loro volta determinato perdite, per risparmiatori, utenti e lavoratori che – secondo quanto riportato sul sito di informazione online affaritaliani.it del 13 luglio 2017 – ammonterebbero a circa 110 miliardi di euro; <br />
    l&#8217;Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) ha più volte segnalato come la pratica di far pagare gli interessi sugli interessi (anatocismo), illegale dal 1o gennaio 2014 al 30 settembre 2016, sarebbe stata ugualmente praticata ai danni di prenditori di prestiti bancari, come accertato da diverse sentenze dei tribunali, tra le altre la sentenza del tribunale di Venezia in data 13 ottobre 2014 o quella del tribunale di Firenze in data 2 ottobre 2014; <br />
    su tale questione l&#8217;Adusbef, il 3 marzo 2017, avrebbe presentato esposti-denunce presso diverse procure della Repubblica, ipotizzando l&#8217;omissione di atti d&#8217;ufficio da parte della Banca d&#8217;Italia, che, pur informata dalle associazioni dei consumatori presenti nel Cncu (Consiglio nazionale consumatori ed utenti), invece di esercitare la potestà prevista dall&#8217;articolo 128 del testo unico bancario, per «inibire ai soggetti che prestano le operazioni e i servizi disciplinati dal presente titolo la continuazione dell&#8217;attività, anche di singole aree o sedi secondarie, e ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite e altri comportamenti conseguenti», non sarebbe intervenuta, configurando – secondo la stessa Adusbef – oltre all&#8217;omissione in atti d&#8217;ufficio, eventuali più gravi reati a danno degli utenti dei servizi bancari; <br />
    il pubblico risparmio è garantito dall&#8217;articolo 47 della Costituzione, in base al quale «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito»; <br />
    quanto al «controllo» del credito, una corretta applicazione del dettato costituzionale, a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo, porta a configurare la banca centrale che lo esercita come un organismo indipendente e tutore – senza condizionamenti – dell&#8217;interesse collettivo, in tutti i suoi organi, anche e soprattutto, nella figura del Governatore,<br />
impegna il Governo<br />
1) in sede di deliberazione sulla proposta di nomina per la carica di Governatore della Banca d&#8217;Italia, valutate le circostanze descritte e le relative responsabilità, ad escludere l&#8217;ipotesi di proporre la conferma del Governatore in carica, Ignazio Visco. <br />
(1-01707) «Alberti, Pesco, Sibilia, Villarosa, Fico, Ruocco».<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    da quanto si apprende da organi di stampa, il Governo sarebbe intenzionato a confermare il mandato, in scadenza il 1onovembre 2017, di Ignazio Visco quale Governatore della Banca d&#8217;Italia; <br />
    l&#8217;attuale Governatore è in carica dal 1o novembre 2011, nominato in seguito alle dimissioni di Mario Draghi, con decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2011. L&#8217;articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 («Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari»), dispone infatti che la nomina del governatore sia disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d&#8217;Italia. Lo stesso procedimento si applica anche per la revoca del Governatore; <br />
    lo stesso articolo ha ridimensionato la durata della carica che è ora rinnovabile una sola volta, mentre fino al 2005 era senza limite di mandato; <br />
    come si legge sul suo stesso sito istituzionale, la Banca d&#8217;Italia ha numerosi compiti finalizzati ad assicurare la stabilità monetaria, tra i quali uno dei più importanti è sicuramente quello di tutelare e garantire «la sana e prudente gestione degli intermediari, la stabilità complessiva e l&#8217;efficienza del sistema finanziario, nonché l&#8217;osservanza delle disposizioni che disciplinano la materia da parte dei soggetti vigilati»; <br />
    da quanto si apprende invece da indagini giudiziarie e dalla stampa, la vigilanza operata negli ultimi anni ha presentato numerose falle derivanti proprio dalla mancata individuazione e, ancora peggio, in alcuni casi dalla mancata interruzione e sanzione delle condotte poco trasparenti tenute dalla dirigenza di alcuni istituti bancari, poi coinvolti in scandali o crisi che hanno richiesto l&#8217;intervento da parte dello Stato. Nel caso specifico della Banca popolare di Vicenza, la Banca d&#8217;Italia ha di fatto avallato scelte strategiche caratterizzate da evidenti carenze nell&#8217;intelligibilità delle comunicazioni sociali e in generale una mala gestione dei due istituti, facendo trasparire un rapporto e convergenze di interessi tali da pregiudicare il corretto rapporto fra controllore e controllato. Si fa riferimento, ad esempio, all&#8217;acquisto di palazzo Repeta, all&#8217;assunzione di ex ispettori della Banca d&#8217;Italia, ai mancati interventi a tutela degli investitori non istituzionali e alle pressioni per l&#8217;acquisto di banche in dissesto (Banca Etruria) e per la fusione delle stesse; <br />
    da tempo quindi la governance di Banca d&#8217;Italia è oggetto di forti critiche sia per la vigilanza che per la gestione del sistema bancario, ad iniziare dal mancato intervento di messa in sicurezza del sistema bancario nel 2012, quando altri Stati europei hanno attinto, a questo fine, al fondo salva-Stati, del quale l&#8217;Italia stessa è fra i principali contribuenti. In seguito, si è resa corresponsabile secondo i firmatari del presente atto di indirizzo, insieme al Governo, dell&#8217;intempestiva e fallimentare gestione delle crisi che hanno interessato le quattro banche poste in risoluzione a fine 2015 (CariChieti, Banca Etruria, Banca Marche e Carige), il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena e la messa in liquidazione delle due popolari Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Infine, in merito alla questione dei crediti deteriorati, non si possono non rilevare le mancanze di una gestione che non ha affatto risollevato, anzi peggiorato, lo stato di salute del patrimonio bancario italiano, che presenta ancora un ammontare preoccupante di non performance loan; <br />
    infatti, in base ai dati forniti dalla stessa Banca d&#8217;Italia, a dicembre 2016, dei 173 miliardi di euro di crediti deteriorati netti, 81 erano classificati come sofferenze, 85 come inadempienze probabili e 7 come esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate; a giugno 2017, Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d&#8217;Italia fino al 2016, ha affermato che il tasso di incremento delle sofferenze registrato dagli intermediari significativi è stato, in media, superiore al 500 per cento ed è risultato particolarmente elevato (superiore al 350 per cento) anche tra gli intermediari più virtuosi; <br />
    la responsabilità dell&#8217;attuale situazione è sicuramente imputabile alla crisi finanziaria del 2007, ma, in buona parte, è anche riconducibile per i firmatari del presente atto di indirizzo alla gestione negligente di alcuni vertici di istituti bancari che, nell&#8217;impunità più totale, e spesso, come già detto, con la sostanziale connivenza degli istituti di vigilanza, in primis Banca d&#8217;Italia, hanno contribuito ad aggravare la situazione patrimoniale delle banche da loro gestite, scaricando i rischi sui risparmiatori delle fasce più deboli; <br />
    al sistema di vigilanza sono infatti imputabili anche i mancati interventi a tutela dei risparmiatori che, soltanto nel corso del 2016, hanno perso 15,6 miliardi di euro investiti in azioni e obbligazioni bancarie; come ha denunciato il Codacons, «tra il 2015 e il 2016 ben 218.996 piccoli investitori sono stati coinvolti dalle crisi bancarie che hanno visto protagoniste Veneto Banca, Banca popolare di Vicenza, Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria» e «15.681.000.000 euro investiti in azioni e obbligazioni di questi istituti di credito sono stati letteralmente bruciati, con una perdita in media pari a 71.604 euro a risparmiatore»,<br />
impegna il Governo<br />
1) tenuto conto di quanto descritto in premessa in merito alle responsabilità della governance dell&#8217;Istituto nazionale nella gestione e nella vigilanza del sistema bancario, a non avanzare, in sede di proposta di nomina del Governatore della Banca d&#8217;Italia in scadenza il 1o novembre 2017, la riconferma dell&#8217;attuale Governatore, Ignazio Visco. <br />
(1-01726) «Busin, Fedriga, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Caparini, Castiello, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Molteni, Pagano, Picchi, Gianluca Pini, Rondini, Saltamartini, Simonetti».<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    il comma 7 dell&#8217;articolo 19 della legge n. 262 del 2005 dispone che la carica di Governatore della Banca d&#8217;Italia dura sei anni, con la possibilità di un solo rinnovo del mandato; <br />
    l&#8217;incarico dell&#8217;attuale Governatore Ignazio Visco scade il 1o novembre 2017 e, secondo fonti giornalistiche, il Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni avrebbe espresso «incondizionata fiducia» ai vertici della Banca d&#8217;Italia, facendo intendere che, nell&#8217;esercitare ai sensi della predetta legge n. 262 del 2005 la facoltà di proporre la nomina della carica, sarebbe orientato a confermargli il secondo mandato; <br />
    le vicissitudini che negli ultimi anni hanno segnato il sistema bancario, come i dissesti di Cassa di risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca popolare dell&#8217;Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio della provincia di Chieti, Monte dei Paschi di Siena, Banca Veneta e Banca popolare di Vicenza, ed ancor prima i gravissimi casi Cirio e Parmalat ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo hanno aperto uno squarcio di forte discredito sul mercato finanziario italiano e sul sistema dei controlli, portando alla ribalta, con una girandola di accuse e «scaricabarile», un quadro a tinte fosche, dal quale emerge un confine poco definito tra la responsabilità di chi non ha debitamente informato la clientela sui rischi a cui andava incontro e quella di chi, invece, avrebbe dovuto e potuto, per dovere istituzionale, evitare ed impedire, attraverso la correttezza e la piena visibilità delle informazioni sulle caratteristiche dei prodotti finanziari venduti «al dettaglio» e attraverso la vigilanza, l&#8217;esposizione a rischi impropri per famiglie e aziende e il tracollo finanziario degli stessi e disvelare quel groviglio di connivenze e di conflitto di interessi che caratterizzava la loro gestione; <br />
    i suddetti istituti di credito, infatti, pur essendo particolarmente radicati sul territorio ove operavano quali motore dell&#8217;economia locale, avevano iniziato a manifestare, innanzitutto in connessione con la profonda contrazione dell&#8217;economia reale, problemi di solvibilità già da diversi anni, divenendo, così, l&#8217;obiettivo di frequenti ispezioni da parte della Banca d&#8217;Italia e subendo fasi di commissariamento fino a raggiungere l&#8217;attuale configurazione di good bank. Una turbolenza, la loro, che nasce da lontano, ma che, stando ai particolari che di giorno in giorno sono stati disvelati, poteva essere domata o fortemente ridimensionata da un&#8217;adeguata azione di vigilanza da parte delle autorità di controllo all&#8217;uopo preposte, in primis la Banca d&#8217;Italia; <br />
    la vigilanza sul sistema bancario, principale compito istituzionale attribuito alla Banca d&#8217;Italia dalla legge, si sostanzia oggi nell&#8217;emanazione di regole prudenziali e standard di affidabilità e correttezza delle gestioni, in linea con le disposizioni comunitarie e con le indicazioni elaborate in altre sedi internazionali, nell&#8217;esercizio di poteri autorizzativi concernenti le vicende ed i fondamentali momenti di vita delle banche (costituzione, fusioni ed altro), nella verifica della qualità della loro gestione, negli interventi sulle situazioni aziendali per impedire il deteriorarsi dei profili tecnici, nella gestione delle crisi in caso di situazioni di patologia conclamata, nell&#8217;interazione con gli esponenti aziendali e, più in generale, con i destinatari delle norme attraverso il ricorso alla consultazione pubblica e a forme di dialogo prima della definizione degli atti normativi. Difficile, pertanto, immaginare che chi è istituzionalmente preposto a vigilare non avrebbe potuto evitare l&#8217;irreparabile; <br />
    pertanto, dalle vicende che hanno travolto i suddetti istituti di credito è emerso con chiarezza il malfunzionamento di quell&#8217;intreccio di norme che avrebbe dovuto garantire l&#8217;affidabilità del sistema creditizio. Talvolta, è mancata la trasparenza nella gestione delle procedure di affidamento e di vendita dei prodotti, l&#8217;imparzialità delle scelte; talaltra è mancato un efficace controllo che, pur rispettoso delle norme, non ha saputo interrompere una filiera dannosa per i correntisti e gli investitori e, soprattutto, è mancata la capacità del sistema bancario di comportarsi come tale, trovando, all&#8217;interno del suo perimetro occupato dalla Consob e dalla Banca d&#8217;Italia, le risposte necessarie per ristabilire questa affidabilità; <br />
    il testo unico bancario e il testo unico della finanza attribuiscono alla Banca d&#8217;Italia il potere di regolamentare numerosi aspetti dell&#8217;attività degli intermediari bancari e finanziari, per assicurare stabilità, efficienza e competitività al sistema finanziario. Gli atti normativi della Banca d&#8217;Italia disciplinano profili essenziali per la gestione sana e prudente degli intermediari, quali l&#8217;assetto organizzativo, le modalità di governo dell&#8217;impresa, i sistemi per il controllo dei rischi assunti, la trasparenza delle condizioni contrattuali e la correttezza dei comportamenti; <br />
    inoltre, a seguito delle innovazioni introdotte in materia dalla direttiva 2013/36/UE («CRD IV») la Banca d&#8217;Italia, in relazione alle violazioni commesse, può: irrogare sanzioni amministrative a carattere pecuniario alle società o agli enti e, in presenza di specifici presupposti, alle persone fisiche responsabili delle violazioni; applicare, per le violazioni connotate da scarsa offensività o pericolosità, alla società o agli enti un ordine volto a eliminare le infrazioni entro un termine stabilito; irrogare alle persone fisiche, nei casi di maggiore gravità, accanto alla sanzione pecuniaria la sanzione amministrativa accessoria dell&#8217;interdizione temporanea – da sei mesi a tre anni – dall&#8217;esercizio di funzioni presso intermediari; <br />
    al fine primario di tutelare il risparmio ed anche per il forte impatto sui diversi soggetti coinvolti – mercati, depositanti, fruitori dei servizi di investimento, altri creditori, dipendenti, azionisti, destinatari di finanziamenti – la legge prevede una serie di strumenti e procedure per prevenire e gestire le crisi in cui gli intermediari possono essere coinvolti, attribuendo all&#8217;autorità di vigilanza (Banca d&#8217;Italia), in particolare in caso di deterioramento della situazione aziendale, il potere di adottare misure di intervento precoce, inclusa la richiesta di attuazione dei piani di risanamento di cui le banche si devono dotare o la rimozione collettiva dei componenti degli organi di amministrazione e controllo e di uno o più componenti dell&#8217;alta dirigenza; nei casi più gravi, può essere disposta la procedura di amministrazione straordinaria, che permette di accertare la situazione aziendale, al fine di rimuovere le irregolarità riscontrate e attuare soluzioni nell&#8217;interesse dei depositanti; <br />
    è per tali ragioni che le vicissitudini che hanno segnato il sistema bancario degli ultimi anni stanno accompagnando tutte le discussioni sulla successione al vertice della Banca d&#8217;Italia,<br />
impegna il Governo:<br />
1) ad assumere iniziative al fine di prorogare di un anno la scadenza dell&#8217;attuale mandato del Governatore della Banca d&#8217;Italia ed arrivare ad una nomina che abbia la necessaria legittimazione politica e sia, pertanto, espressione di un Parlamento ed un Governo frutto delle imminenti elezioni; <br />
2) a promuovere le necessarie modifiche normative atte a coinvolgere le competenti commissioni di Camera e Senato nel processo di nomina del Governatore della Banca d&#8217;Italia; <br />
3) a promuovere le modifiche normative necessarie affinché nella scelta del Governatore della Banca d&#8217;Italia siano rispettati criteri improntati alla trasparenza, all&#8217;autonomia, all&#8217;assenza di potenziali conflitti di interesse e relazioni consolidate con il sistema bancario, al fine di abbattere quella cortina di ombre che, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, negli ultimi tempi si è addensata sulla massima autorità di controllo del sistema bancario. <br />
(1-01728) «Paglia, Marcon, Fassina».<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    il 1o novembre 2017 scade il sessennio del Governatore della Banca d&#8217;Italia Ignazio Visco, in quanto ricopre la carica dal 1o novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi; <br />
    la nomina del Governatore, secondo quanto disposto dall&#8217;articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari), è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d&#8217;Italia; <br />
    il testo unico bancario ed il testo unico della finanza attribuiscono alla Banca d&#8217;Italia il potere di regolamentare numerosi aspetti dell&#8217;attività degli intermediari bancari e finanziari, per assicurare stabilità, efficienza e competitività al sistema finanziario. Gli atti normativi della Banca d&#8217;Italia disciplinano profili essenziali per la sana e prudente gestione degli intermediari, quali l&#8217;assetto organizzativo, le modalità di governo dell&#8217;impresa, i sistemi per il controllo dei rischi assunti, la trasparenza delle condizioni contrattuali e la correttezza dei comportamenti. Inoltre, l&#8217;esercizio dei poteri della Banca d&#8217;Italia è in determinati casi complementare a strumenti di vigilanza volti ad esercitare un&#8217;azione deterrente nei confronti dei comportamenti contrari alla prudente gestione, alla trasparenza e correttezza nei rapporti con la clientela; <br />
    le recenti vicende che hanno interessato alcuni istituti di credito hanno significativamente scosso l&#8217;opinione pubblica e generato, anche nelle persone meno inclini a vedere complotti e malafede ad ogni angolo, legittime perplessità sulla efficacia del sistema del sistema di vigilanza bancaria nel nostro Paese; <br />
    con riguardo in particolare alle vicende legate alle due banche popolari venete i cui attivi sono stati ceduti a Banca intesa San Paolo nel mese di giugno 2017, appare incomprensibile, anche al cittadino più ben disposto a dare credito di buona fede, che Banca d&#8217;Italia, pur essendo a conoscenza già dai primi anni 2000 della prassi di sistematica sopravvalutazione delle azioni, abbia consentito l&#8217;emissione di numerosi aumenti di capitale, fino al tracollo delle banche stesse, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo accettando di fatto che gli amministratori continuassero in tale pratica e gli organi di controllo interno e la società di revisione nulla facessero per impedirlo; <br />
    anche il Parlamento ha riconosciuto l&#8217;eccezionalità della situazione venutasi a creare e la natura non infondata dei dubbi sull&#8217;operato in questi anni degli organi di vigilanza bancaria, istituendo una Commissione bicamerale d&#8217;inchiesta proprio per fare luce, tra le altre cose, sull&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza dei controlli medesimi; <br />
    diversamente da altri gruppi parlamentari il gruppo parlamentare dei firmatari del presente atto ha sempre ritenuto e tuttora ritiene che, pur di fronte a fatti così gravi e così drammatici, le accuse a scatola chiusa verso fondamentali istituzioni del Paese siano profondamente sbagliate, esattamente come lo sono le difese a scatola chiusa: di qui l&#8217;opportunità di aprire la «scatola» mediante il lavoro della Commissione bicamerale d&#8217;inchiesta; <br />
    gli oltre due anni di grave ritardo della legge per la costituzione della Commissione bicamerale d&#8217;inchiesta hanno però determinato una situazione tale per cui si giunge alla scadenza del mandato del Governatore della Banca d&#8217;Italia, senza che la Commissione bicamerale abbia potuto ancora accertare e verificare alcunché; <br />
    in queste condizioni, chiedere le dimissioni del Governatore della Banca d&#8217;Italia assumerebbe i contorni sbagliati e dannosi dell&#8217;accusa a scatola chiusa; d&#8217;altro canto, nell&#8217;istante in cui si verifica il normale compimento del mandato e giunge la scadenza per la nomina del Governatore per il nuovo sessennio, il rinnovo del Governatore in carica, in luogo del suo naturale avvicendamento con altra figura di competenza tecnica e prestigio parimenti riconosciute a livello nazionale ed internazionale, assumerebbe senza dubbio alcuno i contorni altrettanto sbagliati di un establishment che difende se stesso a scatola chiusa ed evita un avvicendamento assolutamente fisiologico e naturale, in coerenza alla scelta a suo tempo fatta di mantenere un arco temporale assai lungo per la carica di Governatore della Banca d&#8217;Italia e però non più a vita; <br />
    proprio la pendenza di una Commissione d&#8217;inchiesta che ha tra i suoi compiti la verifica della efficacia e dell&#8217;efficienza dell&#8217;attività di vigilanza bancaria svolta in questi anni costituisce il presupposto per cui, pur non essendo il Parlamento una istituzione direttamente interessata nel processo di nomina del Governatore della Banca d&#8217;Italia, tale nomina avviene in un contesto nel quale anche l&#8217;operato di questo organo apicale è di fatto sub iudice da parte del Parlamento e questo il Governo non può non tenerne conto nel fare le proprie valutazioni; <br />
    non vi è dubbio, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, che risulterebbe oltremodo incoerente e sospetta agli occhi dei cittadini una posizione che, da un lato, ritiene addirittura opportuna la costituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sull&#8217;attività della vigilanza bancaria e, dall&#8217;altro, ritenesse addirittura auspicabile, invece di un fisiologico e non traumatico ricambio, la conferma alla naturale scadenza dei vertici apicali degli organismi su cui ha ritenuto evidentemente non infondati i dubbi circa l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza dell&#8217;operato del relativi organismi,<br />
impegna il Governo<br />
1) in sede di deliberazione sulla proposta di nomina per la carica di Governatore della Banca d&#8217;Italia, valutate le circostanze descritte, a favorire scelte di ricambio e non già di conferma nella carica, secondo una logica sempre auspicabile alla conclusione di ogni «mandato a termine» con orizzonte di durata tra i più lunghi di quelli previsti dell&#8217;ordinamento nazionale e tanto più in un contesto in cui il Parlamento ha ritenuto addirittura opportuna la costituzione di una Commissione bicamerale d&#8217;inchiesta sull&#8217;attività della vigilanza bancaria. <br />
(1-01729) «Zanetti, Francesco Saverio Romano, Auci, Abrignani, Borghese, D&#8217;Alessandro, D&#8217;Agostino, Faenzi, Merlo, Parisi, Rabino, Vezzali». <br />
(Mozione non iscritta all&#8217;ordine del giorno ma vertente su materia analoga).<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    tra le più significative finalità istituzionali della Banca d&#8217;Italia vi è l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 47 della Costituzione, che affida alla Repubblica la «tutela del risparmio in tutte le sue forme», nonché il controllo sull&#8217;esercizio del credito; <br />
    Bankitalia è, infatti, l&#8217;organismo cui spetta in ambito nazionale la vigilanza sui singoli istituti di credito e sulla regolarità e conformità alle vigenti normative delle attività che essi svolgono; <br />
    l&#8217;incarico dell&#8217;attuale Governatore della Banca d&#8217;Italia, in carica dall&#8217;ottobre del 2011, scadrà il prossimo 31 ottobre; <br />
    negli ultimi anni il sistema bancario e finanziario nazionale è stato scosso dalle crisi che hanno investito numerosi istituti, primo in ordine cronologico il Monte dei Paschi di Siena, e che hanno messo in luce una fragilità del sistema nella quale, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, la carente o addirittura omessa vigilanza ha giocato un ruolo determinante; <br />
    in tutte queste crisi, infatti, nelle quali al tracollo del Monte di Paschi sono seguiti i fallimenti dapprima di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Chieti e Cassa di risparmio di Ferrara, e poi delle due banche venete Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, sono emerse pesanti responsabilità degli amministratori, chiamati in causa troppo tardi per le pratiche irregolari attuate dai propri istituti; <br />
    è evidente che le citate crisi bancarie e le gravi conseguenze che ne sono derivate in termini di danni sopportati dai risparmiatori e piccoli azionisti, vittime innocenti delle attività speculative messe in atto, hanno minato alla base il rapporto di fiducia dei cittadini con il sistema del credito bancario e finanziario; <br />
    nel quadro sin qui delineato appaiono chiare le responsabilità di Bankitalia dovute alla insufficiente attività di vigilanza e, quindi, alla incapacità di garantire la stabilità del sistema bancario e finanziario,<br />
impegna il Governo<br />
1) a non proporre la conferma del mandato al governatore della Banca d&#8217;Italia attualmente carica, e ad adottare le iniziative più opportune affinché l&#8217;istituto possa svolgere al meglio le funzioni ad esso assegnate, garantendo la tutela del risparmio e tutelando i cittadini. <br />
(1-01730) «Rampelli, Cirielli, La Russa, Giorgia Meloni, Murgia, Nastri, Petrenga, Rizzetto, Taglialatela, Totaro». <br />
(Mozione non iscritta all&#8217;ordine del giorno ma vertente su materia analoga).<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    la Banca d&#8217;Italia, banca centrale della Repubblica italiana, parte integrante del Sistema Europeo di Banche Centrali, è un istituto di diritto pubblico, regolato da norme nazionali ed europee, indipendente nell&#8217;esercizio dei suoi poteri e nella gestione delle sue finanze; <br />
    le principali funzioni della Banca d&#8217;Italia sono dirette ad assicurare la stabilità monetaria e finanziaria, anche attraverso il concorso alle decisioni della politica monetaria unica nell&#8217;area dell&#8217;euro e lo svolgimento dei compiti propri di una banca centrale componente dell&#8217;Eurosistema per garantire la sana e prudente gestione degli intermediari; <br />
    inoltre, a seguito dell&#8217;istituzione dell&#8217;Unione bancaria tra i Paesi dell&#8217;eurozona, la Banca d&#8217;Italia ha assunto dal novembre 2014 la funzione di autorità nazionale competente nell&#8217;ambito del Meccanismo di vigilanza unico (MVU o Single Supervisory Mechanism, SSM) e dal 2016 di Autorità nazionale di risoluzione delle crisi nell&#8217;ambito del Meccanismo di risoluzione unico (MRU o Single Resolution Mechanism, SRM), funzioni estremamente complesse da esercitare in un ambiente caratterizzato da difficoltà crescenti e cambiamenti profondi e che richiedono un&#8217;azione efficiente, responsabile e imparziale; <br />
    la nomina dell&#8217;attuale Governatore risale al novembre del 2011 ed è, pertanto, imminente l&#8217;obbligo di procedere al rinnovo della carica che, ai sensi dell&#8217;articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d&#8217;Italia; <br />
    si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l&#8217;efficacia dell&#8217;azione di vigilanza della Banca d&#8217;Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall&#8217;emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate – sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d&#8217;inchiesta all&#8217;uopo istituita – avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie; <br />
    rilevato che le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il Governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l&#8217;utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull&#8217;intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali,<br />
impegna il Governo<br />
1) ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l&#8217;efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio, individuando a tal fine, nell&#8217;ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell&#8217;istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d&#8217;Italia negli anni più recenti. <br />
(1-01731) «Fregolent, Pelillo, Cinzia Maria Fontana, Tancredi». <br />
(Mozione non iscritta all&#8217;ordine del giorno ma vertente su materia analoga).<br />
   La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    la Banca d&#8217;Italia, banca centrale della Repubblica italiana, parte integrante del Sistema Europeo di Banche Centrali, è un istituto di diritto pubblico, regolato da norme nazionali ed europee, indipendente nell&#8217;esercizio dei suoi poteri e nella gestione delle sue finanze; <br />
    le principali funzioni della Banca d&#8217;Italia sono dirette ad assicurare la stabilità monetaria e finanziaria, anche attraverso il concorso alle decisioni della politica monetaria unica nell&#8217;area dell&#8217;euro e lo svolgimento dei compiti propri di una banca centrale componente dell&#8217;Eurosistema per garantire la sana e prudente gestione degli intermediari; <br />
    inoltre, a seguito dell&#8217;istituzione dell&#8217;Unione bancaria tra i Paesi dell&#8217;eurozona, la Banca d&#8217;Italia ha assunto dal novembre 2014 la funzione di autorità nazionale competente nell&#8217;ambito del Meccanismo di vigilanza unico (MVU o Single Supervisory Mechanism, SSM) e dal 2016 di Autorità nazionale di risoluzione delle crisi nell&#8217;ambito del Meccanismo di risoluzione unico (MRU o Single Resolution Mechanism, SRM), funzioni estremamente complesse da esercitare in un ambiente caratterizzato da difficoltà crescenti e cambiamenti profondi e che richiedono un&#8217;azione efficiente, responsabile e imparziale; <br />
    la nomina dell&#8217;attuale Governatore risale al novembre del 2011 ed è, pertanto, imminente l&#8217;obbligo di procedere al rinnovo della carica che, ai sensi dell&#8217;articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d&#8217;Italia; <br />
    si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l&#8217;efficacia dell&#8217;azione di vigilanza della Banca d&#8217;Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall&#8217;emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche sulle cui ragioni si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d&#8217;inchiesta all&#8217;uopo istituita; <br />
    rilevato che le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il Governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l&#8217;utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull&#8217;intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali,<br />
impegna il Governo<br />
1) ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l&#8217;efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio, individuando a tal fine, nell&#8217;ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell&#8217;istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d&#8217;Italia negli anni più recenti. <br />
(1-01731) (Testo modificato nel corso della seduta) «Fregolent, Pelillo, Cinzia Maria Fontana, Tancredi». <br />
(Mozione non iscritta all&#8217;ordine del giorno ma vertente su materia analoga).</p>
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/">Visco e la riconferma alla guida di Banca d&#8217;Italia: le mozioni al voto della Camera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/visco-riconferma-guida-banca-ditalia-mozioni-voto-camera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: Stragi naziste</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 11:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=3633</guid>
		<description><![CDATA[<p>Durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale furono compiute vere e proprie stragi di popolo da parte degli occupanti tedeschi. Sono passati tanti, troppi anni e molti degli autori...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/">Mozione: Stragi naziste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale furono compiute vere e proprie stragi di popolo da parte degli occupanti tedeschi. Sono passati tanti, troppi anni e molti degli autori di questi efferati crimini non sono ancora stati giudicati adeguatamente per le loro azioni. Chiediamo solo giustizia! Per questo abbiamo presentato una mozione alla Camera per impegnare il Governo ad adoperarsi perché finalmente i colpevoli siano giudicati adeguatamente.</p>
<p>Di seguito il testo integrale della mozione</p>
<p> La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    nella fase finale della seconda guerra mondiale, in particolare nel triennio 1943-1945, l&#8217;Italia si è liberata dalla dittatura e dall&#8217;occupazione straniera e ha riconquistato pace, libertà, indipendenza e unità nazionale e della Patria. Ciò è stato anche possibile grazie alla Resistenza, alla Guerra di liberazione e al sacrificio di migliaia di donne e uomini, civili e militari; <br />
    i testimoni e gli eredi di quelle esperienze fondative della Repubblica, le associazioni combattentistiche e partigiane, così come le istituzioni e tutti i poteri pubblici, hanno il dovere di coltivare e favorire la memoria e l&#8217;educazione delle nuove generazioni ai valori, ai principi e ai propositi della Costituzione della Repubblica; <br />
    non meno fondativo è il sacrificio di decine di migliaia di italiani, civili e militari, trucidati dagli occupanti nazisti e dai militi della Repubblica sociale italiana in Italia e all&#8217;estero, in particolare nel corso della fase finale della seconda guerra mondiale e di cui ancora poco diffusa è la conoscenza e la memoria; <br />
    oltre 2.300 fascicoli riguardanti tali eccidi, che hanno causato dai 15 ai 20 mila morti per gran parte anziani, donne e bambini, nonché militari, nell&#8217;immediato dopoguerra furono sottratti ai magistrati militari territoriali e oggetto poi di occultamento, come dimostra il rinvenimento, nel 1994, nelle stanze della procura generale militare, di 695 fascicoli «archiviati provvisoriamente» nel 1960, ciò in contrasto con la Costituzione e con l&#8217;ordinamento, relativi a centinaia di processi riguardanti appunto tali fatti criminosi; <br />
    a partire dal 1994 alcuni processi sono stati celebrati e numerose condanne all&#8217;ergastolo comminate, anche se nessun condannato ha poi, nei fatti, scontato un solo giorno di prigione, soprattutto per il rifiuto del Governo della Germania ad applicare l&#8217;esecuzione delle pene comminate; <br />
    studi recenti evidenziano come gran parte dei detti fascicoli durante gli anni della loro giacenza a Roma presso la procura generale militare furono aperti e richiusi rapidamente, senza eseguire reali indagini. E solo tra il 1994 e il 1995, allorché essi vennero trasmessi alle procure militari territoriali competenti, che i processi sono stati istruiti e celebrati, per lo più a partire dal 2003, e ancora ve ne sono in corso; <br />
    su 695 fascicoli rinvenuti, delle oltre 300 indagini istruite e portate a compimento, sono state effettuate pressoché tutte dalle procure militari di: La Spezia tra il 2002 e il 2008, da quella di Verona dal 2008 al 2010, oltre che da quella di Roma dal 2010 in poi; <br />
    non vi è dubbio sull&#8217;impegno encomiabile delle magistrature militari territoriali, che ovviamente non hanno potuto evitare le nefaste conseguenze dell&#8217;occultamento dei fascicoli; <br />
    particolarmente gravi appaiono i casi relativi agli eccidi di militari italiani compiuti in territorio estero all&#8217;indomani dell&#8217;8 settembre 1943, soprattutto nelle isole greche (Cefalonia), nei Balcani, nei campi di prigionia; <br />
    con legge 15 maggio 2003, n. 107, è stata istituita la Commissione bicamerale di inchiesta sulle cause dell&#8217;occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti che ha concluso i propri lavori nel 2006 con la votazione di due relazioni (una di maggioranza e una di minoranza); <br />
    il 15 febbraio 2016 i materiali relativi ai 695 fascicoli occultati sono stati desecretati e resi disponibili sul sito web della Camera dei deputati insieme alla documentazione prodotta dalla Commissione bicamerale d&#8217;inchiesta; <br />
    il dovere della memoria è imposto dall&#8217;esigenza di chiudere la vicenda delle stragi ’43-’45 con l&#8217;attenzione che esse meritano, con l&#8217;accertamento della verità e col risarcimento, almeno morale, ai pochissimi superstiti ed ai loro familiari e con adeguate «riparazioni». Per altro verso, la memoria ragionata delle stragi è indispensabile oggi, in un contesto in cui i rigurgiti neofascisti in tutta Europa trovano il proprio humus anche nell&#8217;ambiguo e pericoloso revisionismo storiografico, che da decenni ormai viene ad evidenziarsi sempre di più, sino a posizioni di vero e proprio negazionismo; <br />
    il ripetersi, in Italia come in Europa, di manifestazioni, che rievocano un passato davvero tragico, rende necessario rafforzare la conoscenza dei fatti e delle barbarie compiute dal fascismo e dal nazismo occupante, in modo da creare gli antidoti necessari perché fatti del genere non accadano mai più; <br />
    occorre chiudere definitivamente in modo dignitoso una pagina tremenda della storia del Paese. Ciò non per spirito vendicativo ma con intenti di collaborazione, quali quelli già in essere tra Italia e Germania per il chiarimento e la condanna unanime delle atrocità compiute in danno dei diritti umani, così come ribadito dal Presidente Gauck e dal Presidente del Parlamento europeo Shultz, in alcune visite a Marzabotto e Sant&#8217;Anna di Stazzema, oltre che dal Ministro della giustizia tedesco, in altra occasione, a Civitella; <br />
    in una di queste circostanze, del 2002 a Marzabotto, a cui era presente anche il Presidente della Repubblica italiana pro tempore; il Presidente della Germania ha avuto modo di sottolineare significativamente, come la «conciliazione non possa essere oblio». E proprio a questo fine è stato raggiunto negli anni scorsi, un accordo tra i Ministri degli affari esteri di Italia e Germania e l&#8217;Anpi (Associazione nazionale partigiani d&#8217;Italia), integrato poi successivamente dall&#8217;apporto dell&#8217;Insmli (Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia) per la creazione di un completo «Atlante delle stragi compiute in Italia negli anni dal 1943 al 1945, dai nazisti tedeschi e dai fascisti». Il progetto, già realizzato, ha richiesto tre anni di lavoro. È stato finanziato dalla Germania ed è ora a disposizione degli storici, degli studiosi e dei politici su internet al sito www.straginazifasciste.it. Per il suo completamento ha concorso un contributo italiano reso possibile da un progetto dell&#8217;Anpi, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in occasione del 70o della Liberazione; <br />
    stesso accordo è stato raggiunto tra il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano e della Repubblica federale di Germania e l&#8217;Anrp (Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall&#8217;internamento, dalla guerra di Liberazione e loro familiari) che, nell&#8217;ambito delle proprie finalità statutarie, ha portato avanti un articolato progetto sugli Imi – Internati militari italiani che è rappresentato dal LeBI – Lessico biografico degli Imi, un portale on line costituito da una complessa banca dati in cui sono inseriti elementi anagrafici e biografici dei 50 mila internati militari italiani deceduti nei lager e del maggior numero possibile degli oltre 600 mila militari italiani deportati ed internati nei lager del Terzo Reich tra il 1943 e il 1945. L&#8217;imponente mole di dati deriva dalla ricerca iniziata nel 2014 e ancora in corso presso numerosi archivi, principalmente in Italia e in Germania; <br />
    peraltro, con la sentenza del 3 febbraio 2012 la Corte internazionale dell&#8217;Aja purtroppo ha accolto il ricorso della Germania contro le sentenze dei tribunali militari italiani, che condannavano la Repubblica federale di Germania, come responsabile civile, a risarcire le vittime delle stragi e gli altri danni cagionati; la motivazione dei giudici della Corte internazionale dell&#8217;Aja si basa purtroppo sui principi del diritto internazionale consuetudinario, per cui uno Stato sovrano non può essere soggetto alla giurisdizione di un tribunale straniero, senza possibilità di deroghe. Tesi che, in concreto, finisce per equiparare quelli che vanno intesi a tutti gli effetti come «crimini contro l&#8217;umanità» a mere azioni belliche. Questi eventi, invece, vanno ben al di là delle atrocità connaturate con ogni guerra e, dunque, dovrebbero essere perseguibili sempre ed ovunque; <br />
    la sentenza della Corte dell&#8217;Aja ha lasciato aperta la via della conciliazione tra i due Stati, per addivenire ad un accordo per l&#8217;attuazione delle pene; <br />
    è stata istituita una commissione di storici italo-tedeschi, che ha depositato la sua relazione conclusiva nel 2013, formulando anche una serie di «raccomandazioni» perché si realizzino gli obiettivi della verità e della giustizia, a partire dalla presentazione del rapporto della commissione di storici, i Ministeri degli affari esteri di Italia e Germania hanno impostato un programma di lavoro congiunto, con l&#8217;istituzione del Fondo per il futuro, alimentato da parte tedesca con 4 milioni di euro per il quadriennio 2013-2017, per la realizzazione di progetti volti a creare una memoria condivisa del tragico passato di guerra degli anni 1943-45; <br />
    i firmatari del presente atto di indirizzo sono convinti che fare i conti anche con le pagine più drammatiche della propria storia, oltre che essere monito affinché le tragedie non si ripetano, significa rafforzare la democrazia e la libertà. Necessita, dunque, chiudere con dignità la dolorosa vicenda delle stragi nazifasciste ’43-’45 con una forte assunzione di responsabilità da parte dello Stato ed esprimere, nel contempo, sentimenti di rammarico verso i familiari delle vittime e le comunità territoriali che ne furono teatri alle quali purtroppo non è stata resa verità e giustizia, anche a causa dell&#8217;illegale e pluridecennale occultamento dei fascicoli,<br />
impegna il Governo:<br />
1) ad adoperarsi, per quanto di competenza, perché sia assicurata l&#8217;esecuzione anche in Germania, sotto il profilo civile e penale, delle sentenze di condanna dei criminali tedeschi, emesse dai tribunali italiani in relazione alle stragi del 1943-45; <br />
2) ad assumere iniziative presso la Repubblica federale tedesca per far sì che ai primi atti di riparazione compiuti facciano seguito iniziative concrete e consistenti volte alla ricostruzione di una memoria storica condivisa e alla riparazione morale per le vittime da parte della Germania, secondo le richieste formulate da molte associazioni e dall&#8217;Anpi e depositate al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; <br />
3) ad assumere iniziative per continuare a sostenere, attraverso il Fondo per il futuro, l&#8217;attuazione dei progetti promossi da enti e associazioni competenti volti a creare una memoria condivisa del tragico passato di guerra degli anni 1943-45 e a richiedere al Governo tedesco il rinnovo del fondo per il quadriennio 2018-2021; <br />
4) ad attivare, nell&#8217;ambito delle proprie competenze, tutti gli strumenti volti a favorire la conoscenza e lo studio delle vicende sopra richiamate, anche al fine di contribuire all&#8217;approfondimento delle cause e degli effetti; <br />
5) ad adottare iniziative atte a facilitare, sostenere e promuovere studi e ricerche storiche, anche a livello territoriale, in merito ai tragici effetti delle stragi e alla storia degli internati militari italiani nei lager tedeschi, nonché a promuovere e sostenere tutte le misure necessarie per la conservazione dei luoghi di memoria, con particolare riferimento alla seconda guerra mondiale, alla lotta partigiana, alla Resistenza senz&#8217;armi degli internati militari italiani ed a tutto ciò che può essere utile per impedire che sulle tragiche vicende di quegli anni finisca per cadere l&#8217;oblio, contribuendo così non solo all&#8217;accertamento della verità, ma anche alla diffusa conoscenza dei fatti ai fini di un&#8217;efficace prevenzione per il futuro e della formazione di una vera memoria collettiva; <br />
6) a informare con continuità il Parlamento in merito all&#8217;impatto e all&#8217;efficacia delle misure adottate e agli eventuali risultati conseguiti. <br />
(1-01375) <br />
(Ulteriore nuova formulazione) «De Maria, Villecco Calipari, Gribaudo, Quartapelle Procopio, Montroni, Fabbri, Gnecchi, Baruffi, Incerti, Patrizia Maestri, Locatelli, Pastorelli, Cinzia Maria Fontana, Fassina, Schirò, Lenzi, Benamati, Palese, Bolognesi, Scotto, Damiano, Fedi, Cimbro, Carlo Galli, Naccarato, Albini, Amato, Basso, Beni, Bergonzi, Blazina, Boccuzzi, Paola Boldrini, Borghi, Brandolin, Bratti, Capozzolo, Carloni, Carnevali, Carra, Carrozza, Crivellari, Coccia, Culotta, Marco Di Maio, D&#8217;Ottavio, Fiano, Fontanelli, Fossati, Fragomeli, Garavini, Gasparini, Ghizzoni, Giacobbe, Giorgis, Grassi, Iori, Laforgia, Lodolini, Magorno, Malisani, Marantelli, Marchi, Meta, Minnucci, Mongiello, Narduolo, Petrini, Pollastrini, Rubinato, Giovanna Sanna, Scuvera, Taricco, Terrosi, Valiante, Verini, Vico, Zardini, Andrea Maestri, Lattuca, Pizzolante, Dambruoso».</p>
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/">Mozione: Stragi naziste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-stragi-naziste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: Contrasto all&#8217;obesità infantile</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 11:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=3627</guid>
		<description><![CDATA[<p>Approvata nella seduta del 6 dicembre scorso alla Camera una mozione sul contrasto dell&#8217;obesità infantile, malattia sempre più diffusa in Italia ed in Europa. Ecco il testo della mozione: La...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/">Mozione: Contrasto all&#8217;obesità infantile</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Approvata nella seduta del 6 dicembre scorso alla Camera una mozione sul contrasto dell&#8217;obesità infantile, malattia sempre più diffusa in Italia ed in Europa.</p>
<p>Ecco il testo della mozione:</p>
<p>La Camera, <br />
   premesso che: <br />
    l&#8217;obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale che in Italia colpisce un bambino su quattro ed è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo causato dall&#8217;ingestione di più calorie di quante se ne consumino; <br />
    secondo i dati dell&#8217;Istituto superiore della sanità, l&#8217;Italia detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso o obesi e secondo il recente rapporto dell&#8217;osservatorio del dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell&#8217;Università Milano Bicocca, un bambino su 4 è sovrappeso e uno su 10 è obeso. In Italia la prevalenza di sovrappeso in età pediatrica supera di circa 3 punti percentuali la media europea, con un tasso di crescita/annua dello 0,5-1 per cento, pari a quella degli Stati Uniti; <br />
    la definizione di sovrappeso e di obesità infantile è più complessa rispetto all&#8217;adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al bmi (body mass index o indice di massa corporea) che è uguale al peso in chilogrammi diviso l&#8217;altezza in metri elevata al quadrato (Confalone, 2002); <br />
    pur avendo basso errore di osservazione, basso errore di misurazione, buona affidabilità e validità, il body mass index non può essere una misura sensibile dell&#8217;obesità in persone molto alte e basse ed in persone che hanno insolite composizioni di massa magra e massa grassa (Sardina, 1999); <br />
    un comitato competente, convenuto nell’International obesity task force nel 1999, ha determinato che – sebbene il body mass index non fosse una misura ideale – era comunque il più valido tra tutte le formule che calcolano l&#8217;adiposità in un individuo e perciò poteva essere usato per definire il sovrappeso e l&#8217;obesità in bambini ed adolescenti (Bellizzi, 1999); <br />
    in base a queste conclusioni, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, per definire sovrappeso ed obeso un bambino, utilizza i «punti» di body mass index realizzati da uno studio di Cole nel 2000 e sviluppati usando diversi dati mondiali, che rappresentano, perciò, una referenza internazionale che può essere usata per comparare le diverse popolazioni mondiali; <br />
    il Ministero della salute definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20 per cento quello ideale e in sovrappeso se lo supera del 10-20 per cento; in alternativa, lo definisce tale quando il suo body mass index è maggiore del previsto; <br />
    la crescita ponderale del bambino viene calcolata facendo riferimento alle tabelle dei percentili, grafici che riuniscono i valori percentuali di peso e altezza dei bambini, distinti per sesso ed età (Confalone, 2002) e che, secondo recenti studi effettuati nel 2000 dal Nchs (Centro nazionale di statistiche per la salute statunitense), la crescita è nella norma se si pone intorno al 50o percentile, mentre, coll&#8217;allontanamento dal valore medio, aumenta il rischio di obesità: dall&#8217;85oal 95o percentile il bambino viene definito sovrappeso, mentre dal 95o percentile viene definito obeso (Kuczmarski, 2000); <br />
    diversi ed autorevoli esponenti del mondo scientifico, come il professor Franco Berrino, già direttore di dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell&#8217;Istituto nazionale dei minori di Milano e direttore scientifico del mensile Vita&#038;Salute, dichiarano che: «Gli alimenti ad alta densità calorica sono quelli che contengono molto grasso e zucchero. Questi alimenti, come merendine, biscotti da colazione, fiocchi di cereali zuccherati, e così anche le bevande zuccherate, fanno ingrassare e alterano il nostro ambiente endocrino facendo aumentare l&#8217;insulina. Queste alterazioni alla lunga fanno aumentare il rischio di ammalarsi di tumore e di varie altre malattie croniche che affliggono le popolazioni ricche»; <br />
    l&#8217;obesità infantile preoccupa in quanto i bambini obesi hanno maggiori possibilità di divenire adulti obesi e, di conseguenza, di avere un maggior rischio di sviluppare una serie di condizioni patologiche, quali i tumori (in particolare al seno, al corpo dell&#8217;utero e al colon-retto), diverse patologie croniche come le malattie cardiovascolari (ischemie, l&#8217;ictus), l&#8217;ipertensione arteriosa, il diabete tipo 2, problemi muscolo-scheletrici e respiratori; <br />
    oltre a quanto riportato nel capoverso precedente, i bambini obesi sperimentano peggiori condizioni di salute mentale e fisica; infatti, sono comuni tra loro i problemi respiratori, l&#8217;ipertensione, la resistenza all&#8217;insulina e problemi osteo-articolari; <br />
    l&#8217;obesità comporta elevati costi per la società: costi diretti, costituiti dalle risorse spese per la diagnosi ed il trattamento dell&#8217;obesità in se stessa e delle patologie ad esso correlate, e costi indiretti, dovuti alla perdita di produttività causata dalle maggiori assenze dal lavoro delle persone obese e dalla loro morte prematura (Organizzazione mondiale della sanità 2000; Yach et al. 2006; Hu 2008); <br />
    secondo le ultime stime dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, circa il 7 per cento del budget sanitario dei Paesi europei viene speso per malattie legate all&#8217;obesità (EU action plan on childhood obesity 2014-2020); <br />
    fino a due o trecento anni fa lo zucchero non faceva parte dell&#8217;alimentazione abituale dell&#8217;uomo, bensì faceva parte delle preziose spezie importate dall&#8217;oriente, dove cresceva la canna da zucchero che i mercanti veneziani vendevano a caro prezzo, soprattutto per scopi medici, o appannaggio solo delle classi più abbienti; <br />
    ci furono tentativi di coltivare la canna da zucchero anche in Europa, in particolare in Sicilia e a Madeira, ma non ebbero successo mentre la canna cresceva bene nelle terre del nuovo mondo e subito si prospettarono grandi potenzialità commerciali, a spese però delle popolazioni indigene soggiogate per la sua coltivazione o importando schiavi dall&#8217;Africa; <br />
    solo in epoca napoleonica, grazie alla coltivazione della barbabietola da zucchero, coltivabile alle nostre latitudini, si svilupparono gli zuccherifici in Europa, comportando la progressiva diminuzione dei prezzi dello zucchero che divenne alimento di tutti e di tutti i giorni, ma che fu la nemesi della schiavitù nei confronti dello stesso; <br />
    negli anni ‘50, grazie alle «bevande di fantasia» e agli altri beni di consumo provenienti dagli Usa, lo zucchero divenne simbolo di modernità e di emancipazione, conquistando l&#8217;immaginario giovanile e parte delle loro abitudini alimentari; <br />
    le bevande zuccherate prima di allora venivano consumate saltuariamente (la gassosa che gli operai mescolavano al vino o alla birra, l&#8217;aranciata consumata solamente in occasione delle feste o delle vacanze), ma è stato dopo l&#8217;avvento della Coca-Cola e dei suoi distributori automatici che venne segnato il passaggio da un consumo eccezionale al consumo quotidiano e di massa; <br />
    oggigiorno è acclarato come il consumo incontrollato delle «bevande di fantasia zuccherate» sia una delle cause principali dell&#8217;obesità infantile e dell&#8217;età adulta, mentre fino a pochi decenni fa il mondo scientifico ancora dibatteva per la mancanza di prove scientifiche decisive, visto che i grandi studi che indagavano sul consumo alimentare, intervistando un campione della popolazione, riscontravano generalmente che le persone sovrappeso mangiassero meno zucchero delle magre, dimentichi del fatto che questi soggetti tendano a rispondere ai questionari alimentari dichiarando quello che dovrebbero mangiare, piuttosto di quello che mangiano effettivamente; <br />
    solo grazie ad uno studio pubblicato nel 2001 venne dimostrato che la prima causa di obesità dei bambini americani è il consumo abituale di bevande gassate e zuccherate, mentre altri studi confermarono le osservazioni anche negli adulti ed evidenziarono inoltre come causa importante di obesità è la frequentazione dei fast-food; <br />
    l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso la raccomandazione di contenere il consumo di zucchero entro il 10 per cento delle calorie totali (circa 50 grammi di zucchero al giorno per un uomo che consumi 2.000-2.500 calorie), mentre i nuovi larn (le raccomandazioni italiane) raccomandano di contenere il consumo di zuccheri semplici, siano essi naturalmente presenti negli alimenti, come in frutta, latte, siano essi aggiunti, nell&#8217;ambito del 15 per cento del fabbisogno, specificando, però, che un consumo «potenzialmente legato a eventi avversi» riguarda valori superiori al 25 per cento del fabbisogno; <br />
    da agenzie stampa di aprile 2014, la stessa Organizzazione mondiale della sanità, presso la conferenza Onu di Ginevra, ha rivisto al ribasso la percentuale di consumo di zucchero dal 10 per cento al 5 per cento del totale delle calorie assunte quotidianamente, a seguito di una consultazione popolare promossa «in rete», e tale raccomandazione non esonera le aziende produttrici di alimenti, che sarebbero costrette così a commercializzare prodotti privati di una buona parte della sostanza gradevole per il palato; <br />
    le raccomandazioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità sono state fortemente osteggiate dalle grandi corporation alimentari, insinuando che fossero addotte senza prove scientifiche e che lo stesso Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, nel corso della presidenza di turno del Consiglio dell&#8217;Unione europea recentemente trascorsa e prima della sua partecipazione alla seconda conferenza internazionale sulla nutrizione organizzata dalla Fao, dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità e con la partecipazione di 190 Paesi, dichiarava: «No a diktat senza base scientifica. È un&#8217;aggressione alle nostre tradizioni dolciarie. Poi però viene ammessa l&#8217;invasione di biscotti, barrette e cose simili con aspartame (un edulcorante artificiale)»; <br />
    il 4 novembre 2014 presso Palazzo Chigi diversi produttori del settore alimentare hanno incontrato il Presidente del Consiglio dei ministri Renzi ed il Ministro Lorenzin; durante tale riunione si è discusso anche di zucchero ed è stato affermato che «è un falso pretesto quello di porre un freno al dilagare dell&#8217;obesità, diabete e malattie cardiovascolari attraverso azioni del genere, che penalizzano i marchi italiani. Non si risolve nulla, ci vogliono iniziative di altro tenore» e tra queste ultime l&#8217;educazione alimentare a partire dalla scuola, alla scelta corretta dei cibi (freschi anziché confezionati), alla promozione dell&#8217;attività fisica, al sostegno della dieta mediterranea; <br />
    i limiti proposti dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità corrispondono a 10-12 cucchiaini al giorno di zucchero successivamente ridotto ad un massimo di 5-6, il che comporta il superamento di tali valori anche a seguito del consumo di pochi millilitri di bevande di fantasia al giorno; <br />
    il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro dichiara che «limitare il consumo di cibi ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate» è la prima raccomandazione alimentare a cui è giunto il comitato di esperti dopo aver esaminato tutti gli studi scientifici su dieta e cancro; <br />
    lo zucchero è presente in molti alimenti di consumo dove normalmente il consumatore generico non penserebbe di trovarlo, ad esempio in diversi prodotti in scatola, nei sughi pronti, nella maionese, nelle fette biscottate, nel pane, nello yogurt, nei succhi di frutta, e altro e probabilmente è utilizzato come edulcorante per camuffare il gusto di alimenti di qualità scadente che altrimenti sarebbero sgradevoli; <br />
    è acclarato che una riduzione degli zuccheri significherebbe, quindi, non solo migliorare la nostra salute, ma anche contribuire indirettamente ad offrire alimenti di maggior qualità, con particolare riguardo ai più giovani verso un futuro più sano quando saranno adulti e di ridurre significativamente la spesa sanitaria legata ai fenomeni dell&#8217;obesità; <br />
    diverse grandi aziende stanno sostituendo lo zucchero con gli edulcoranti, sostanze chimiche che possiedono un alto potere dolcificante e le molecole che li compongono non appartengono alla famiglia degli zuccheri. A causa del loro potere altamente dolcificante vengono anche designati con l&#8217;aggettivo di intensi, in quanto possiedono un potere edulcorante molto più pronunciato rispetto a quello dello zucchero; <br />
    come riportato dagli organi di stampa, in Inghilterra il Public health England, ramo del Ministero della salute britannico, ha lanciato una nuova campagna per il cambiamento delle abitudini alimentari dei bambini in merito al consumo di zucchero, seguendo alcuni semplici consigli e coinvolgendo i genitori ad aiutare i propri figli a dimezzare l&#8217;apporto quotidiano di zuccheri semplici; <br />
    dall&#8217;iniziativa «Change4Life», a seguito di un sondaggio on line condotto da Netmums (un portale di genitori), emerge che circa la metà (il 47 per cento) delle mamme intervistate si è detta preoccupata per gli zuccheri assunti dai figli, e un numero superiore (il 67 per cento) ha affermato che siano comunque troppi e che dalle risposte di quasi 700 madri di bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è risultato che i due terzi di esse non sanno quante sono le calorie medie consigliate ogni giorno e ignorano la differenza delle necessità caloriche tra maschi e femmine; <br />
    è la mancanza della consapevolezza di cui al capoverso precedente che determina i valori antropometrici dei bambini che sono sotto gli occhi di tutti: secondo le ultime statistiche un bambino su cinque tra 1 e 5 anni e uno su 3 tra i 10 e gli 11 anni è in sovrappeso od obeso; inoltre, tra i 5 e i 9 anni la prima causa di visita in pronto soccorso è per il dolore associato a una carie; 28 per cento dei bambini di cinque anni ha una carie e, di questi uno su quattro ne ha più di cinque; <br />
    un report statunitense, ove l&#8217;obesità è un problema molto serio, evidenzia che le calorie assunte tramite bevande ammontano a circa il 19 per cento delle calorie totali giornaliere, vale a dire circa 400-600 calorie al giorno in una dieta rispettivamente di 2.000 e 3.000 calorie, di queste una fonte importante è rappresentata dalle bevande zuccherate di fantasia (circa 150 calorie die o più a seconda degli studi pubblicati), mentre una parte minore è rappresentato dal latte o bevande a base di latte e succhi di frutta al 100 per cento; <br />
    secondo le raccomandazioni più diffuse, peraltro giudicate troppo permissive, i bambini dovrebbero assumere circa il 10 per cento delle calorie dagli zuccheri, ma tra i 4 e i 10 anni i piccoli britannici ricavano da dolciumi e bibite più del 50 per cento, in media così suddivise: 17 per cento, da bevande dolci, 17 per cento da dolci, biscotti, merendine e torte alla frutta, 14 per cento da caramelle, 13 per cento da succhi di frutta, 8 per cento da cereali da colazione; <br />
    il progetto «Change4Life», volto a modificare le abitudini, è basato su semplici consigli che ogni genitore può fare propri, tra i quali: sostituire i cereali per la colazione zuccherati con quelli privi di zuccheri aggiunti, meglio se integrali; sostituire le bevande zuccherate con acqua, latte scremato, bibite prive di zuccheri; sostituire le merendine industriali con torte fatte in casa, frutta, verdure crude o frutta secca; sostituire il gelato con yogurt o frutta; <br />
    gli unici zuccheri semplici desiderabili sono quelli contenuti nella frutta o in altri prodotti naturali, mentre gli zuccheri complessi o carboidrati, come l&#8217;amido di pasta, riso, pane, legumi e altro, devono essere presenti in abbondanza nella dieta sino a coprire una quota del 55/75 per cento (di cui zuccheri semplici meno del 10 per cento) delle calorie giornaliere; <br />
    la sponsorizzazione della campagna di cui al capoverso precedente (lanciata il 5 gennaio 2015) pone la questione che le aziende coinvolte sono le stesse che dovrebbero rinunciare a una parte del profitto in seguito al calo di vendite, tra queste: Asda, Tesco, Co-op, Aldi, Coca-Cola (Diet Coke e Coke Zero), Morrisons, mySupermarket e Lead Association for catering in education (Laca); <br />
    è opinione dei firmatari del presente atto di indirizzo che le campagne di promozione di una corretta alimentazione siano credibili ed efficaci solo se promosse dall&#8217;autorità sanitaria pubblica, quindi finanziata con denaro al di sopra di ogni sospetto; <br />
    rimane comunque il concetto che l&#8217;approccio educazionale, secondo molti esperti, è fondamentale per ottenere risultati concreti e duraturi perché solo la consapevolezza può spingere i consumatori a fare scelte razionali ogni giorno, respingendo l&#8217;assalto del marketing della malnutrizione; <br />
    diversi studi e ricerche di settore hanno evidenziato come molti produttori preparino i loro alimenti/bevande al pari di veri e propri irresistibili cocktail, che ossia abbiano quel mix ideale di componenti per raggiungere il «bliss point» (il punto di massima «beatitudine» o piacere) e che vengano consumati in grande quantità, in particolare dai ragazzi, visto che è dimostrato come lo zucchero sia in grado di stimolare le stesse aree del cervello che sono stimolate dalla cocaina; <br />
    gli alimenti altamente processati dell&#8217;industria alimentare sono progettati per ingannare i meccanismi biologici che stanno alla base della nostra fame/sazietà e sono quindi parte integrante dell&#8217;ambiente «obesogeno», che ha causato l&#8217;esplosione dell&#8217;obesità nel mondo; <br />
    molti alimenti indirizzati dal mercato alla colazione o merenda dei ragazzi sono spesso accompagnati da «regalini», «sorpresine» e, più in generale, da una serie di gadget che non hanno nulla a che vedere con la qualità dell&#8217;alimento, ma che di fatto finiscono per condizionare molto le scelte dei ragazzi e delle famiglie, mentre non è altrettanto facile accostare la frutta ed alimenti affini a gadgetistica, sfavorendo l&#8217;alimento di qualità rispetto a quello meno indicato per una sana alimentazione; <br />
    i grassi saturi, oltre allo zucchero, risultano essere tra i maggiori indiziati dell&#8217;obesità infantile. Tra di essi, l&#8217;olio di palma, la cui composizione risulta essere, per percentuale di grassi saturi contenuti, simile a quella del burro e del lardo. Al contrario, infatti, di altri oli vegetali (olio d&#8217;oliva, olio di semi), quelli tropicali contengono un&#8217;elevata percentuale di acidi grassi saturi (92 per cento nell&#8217;olio di cocco, 82 per cento nell&#8217;olio di palmisto e 49 per cento in quello di palma), prerogativa che conferisce all&#8217;olio consistenza solida o semi-solida a temperatura ambiente, ma che solleva non pochi dubbi sui rischi per la salute umana legati alla sua assunzione; <br />
    è risaputo che gli acidi grassi trans (TFA), insieme a quelli saturi, rappresentano un fattore di rischio per la popolazione, soprattutto infantile. Gli acidi grassi trans sono grassi insaturi presenti negli alimenti ottenuti da ruminanti e negli oli vegetali parzialmente idrogenati utilizzati nei biscotti, nelle torte, nei popcorn, nei cracker, nelle margarine e in molti altri prodotti da supermercato. Tutti cibi, insomma, che vengono mangiati principalmente dai bambini. Il loro consumo è stato associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. L&#8217;elevata assunzione di TFA rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di cardiopatie coronariche che, secondo le stime della Commissione europea, causano ogni anno circa 660.000 decessi nell&#8217;Unione europea, ossia circa il 14 per cento della mortalità complessiva; <br />
    l&#8217;olio di palma sembrerebbe inoltre collegato, da diversi studi scientifici, a molteplici fattori di rischio sanitario: uno studio dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (1 Diet Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases (Report), World Health Organization, 2003, p. 82,88, retrieved 13 febbraio 2013), dimostra come i principali acidi grassi (come acidi grassi saturi, l&#8217;acido miristico e l&#8217;acido palmitico) comportino un aumento del livello di colesterolo nel sangue, favorendo malattie cardiovascolari; uno studio del Center for Science in the Public Interest (CSPI) (Palm oil threathening endangered species (PDF), Center for Science in the Public Interest, maggio 2005. Vessby, B. 1994. INFORM 5(2): pages 182-185.) conferma il fatto che l&#8217;olio di palma aumenti i fattori di rischio cardiovascolare, poiché l&#8217;acido palmitico è uno dei grassi saturi che più aumenta il rischio di coronaropatie; recenti studi (http://link.springer.com/article/10.1023/A:1008089715153), che dimostrano che l&#8217;acido palmitico infiamma le membrane cellulari, induce l&#8217;aterosclerosi e ha un ruolo chiave nella produzione di un fattore necrotico che è all&#8217;origine di tumori; uno studio dell&#8217;American Heart Association che consiglia di limitarne l&#8217;uso per le persone che devono ridurre il livello di colesterolo. Molto importate, infine, il recentissimo studio dell&#8217;EFSA (https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160503a) in cui viene denunciato come nell&#8217;olio di palma siano contenute tre sostanze tossiche: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e relativi esteri degli acidi grassi, una delle quali genotossica e cancerogena, il glicidiolo (GE), formatesi durante la raffinazione degli oli vegetali; <br />
    i bambini italiani, con il loro alto consumo di carni (soprattutto lavorate) e dunque di grassi saturi, alimenti di origine industriale e dolciumi, risultano ai primi posti in Europa per obesità, con il 20,9 per cento di bambini in sovrappeso e il 9,8 per cento obesi. Secondo il professor Franco Berrino sono proprio le proteine ad essere uno dei principali fattori di esposizione al rischio di obesità, insieme al consumo di dolciumi, cibo «spazzatura» e bevande zuccherate. L&#8217;indagine «La salute digestiva pediatrica in Europa» elaborata dalla United European Gastroenterology ha rilevato nei bambini europei un alto consumo di grassi saturi e trans, di zucchero e sale e un basso consumo di frutta, verdura e cereali integrali. Secondo i ricercatori dello United European Gastroenterology, l&#8217;obesità è un fattore di rischio per patologie epatiche, sempre più comuni nei bambini. La steopatite non alcolica è una di queste e colpisce, stando alle stime, il 10 per cento dei bambini europei diventando la causa di malattia epatica cronica più comune nei bambini e negli adolescenti. Patologie infantili in continuo aumento, che potrebbero essere prevenute attraverso il consumo di alimenti a base prevalentemente vegetale ed una corretta educazione alimentare,<br />
impegna il Governo:<br />
1) a promuovere una campagna di sensibilizzazione per mezzo di specifici spot sui principali organi di stampa e/o con pubblicità progresso in tv per indicare i valori di una sana alimentazione, ossia di un&#8217;alimentazione che fornisca in abbondanza tutto quello di cui si ha bisogno ma al contempo riduca le calorie, con minor presenza di grassi e zuccheri, con l&#8217;obiettivo di evitare che la piaga dell&#8217;obesità si estenda in modo irreversibile; <br />
2) a chiedere ai grandi produttori di alimenti per la colazione e merenda di collaborare alla significativa riduzione della quota di zucchero saccarosio fruttosio e sciroppo di glucosio e fruttosio contenuto negli alimenti messi in commercio, ridimensionando l&#8217;utilizzo di farine e cereali raffinati, oltre che di grassi saturi; <br />
3) ad intervenire, anche assumendo iniziative a livello normativo, per porre dei limiti all&#8217;utilizzo di zucchero (saccarosio, fruttosio e sciroppo di glucosio e fruttosio) contenuto negli alimenti messi in commercio nel territorio italiano; <br />
4) ad assumere iniziative normative affinché nelle confezioni dei prodotti destinati ai più giovani e nelle bevande zuccherate siano riportate etichette o scritte che indichino il rischio di obesità associato al consumo squilibrato dello zucchero (saccarosio, fruttosio e sciroppo di glucosio e fruttosio) in esso contenute; <br />
5) ad assumere iniziative normative per limitare l&#8217;associazione di gadget agli alimenti per colazione e merende chiaramente riservate ai più piccoli; <br />
6) a dare piena ed esaustiva applicazione al regolamento (UE) n. 1169/2011 al fine di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti che consumano; <br />
7) ad intraprendere iniziative di carattere informativo, oltre che normative, volte a disincentivare presso i produttori l&#8217;utilizzo dell&#8217;olio di palma o palmisto come ingrediente nelle preparazioni alimentari, in vista di una sostituzione con oli che non siano nocivi per la salute e per l&#8217;ambiente e che incentivino altresì le economie nazionali e i settori agricoli interessati (olio di semi di girasole, olio d&#8217;oliva, e altro); <br />
8) a sostenere e a promuovere presso le competenti sedi unionali proposte normative finalizzate a eliminare a lungo termine i TFA (trans fats) dalla filiera alimentare dell&#8217;Unione europea, tramite l&#8217;introduzione di un&#8217;etichettatura obbligatoria relativa al contenuto di TFA o tramite un limite giuridico imposto sul contenuto dei TFA industriali in tutti i prodotti alimentari; <br />
9) a sostenere e a incoraggiare, presso le scuole e gli istituti di formazione, nell&#8217;ambito della sfera di propria competenza, progetti didattici legati all&#8217;educazione alimentare, intesa come conoscenza dei prodotti, delle etichette, della provenienza degli alimenti, della pericolosità del cibo e delle bevande con scarso apporto nutrizionale, del corretto consumo, del contrasto allo spreco, dello stile di vita attivo, nonché dell&#8217;importanza dei prodotti tipici, biologici, a «chilometro zero» e «chilometro utile», per accrescere negli studenti il senso di responsabilità sociale, verso la propria salute e l&#8217;ambiente, nonché il rispetto della biodiversità, in quanto conoscenze imprescindibili; <br />
10) ad assumere iniziative per garantire, in tutte le mense pubbliche o convenzionate – la cui gestione ricade nelle competenze dello Stato, comprese quelle scolastiche – un&#8217;adeguata alternativa di menù privi di alimenti di origine animale, al fine di tutelare coloro i quali assumono questa scelta alimentare e potrebbero essere esclusi dalla fruizione del servizio pubblico; <br />
11) ad adottare iniziative per incentivare, nei bandi di gara per gli appalti pubblici di servizi e forniture di prodotti destinati alla ristorazione collettiva, l&#8217;utilizzo dei prodotti agroalimentari e agroalimentari ecologici, provenienti, ove possibile, da filiera corta a «chilometro utile». <br />
(1-00744) <br />
(Ulteriore nuova formulazione) «Massimiliano Bernini, L&#8217;Abbate, Gagnarli, Gallinella, Parentela, Benedetti, Mantero, Silvia Giordano, Grillo, Cariello, Cristian Iannuzzi, Busto».
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/">Mozione: Contrasto all&#8217;obesità infantile</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contrasto-allobesita-infantile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sanità&#8230; proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 07:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=2913</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pubblico il testo di una mozione presentata dall&#8217;On. Donata Lenzi e da me sottoscritta, che ha l&#8217;obiettivo di fare chiarezza sul tema della sanità oggi molto dibattuto. La Camera,      premesso...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/">Sanità&#8230; proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico il testo di una mozione presentata dall&#8217;On. Donata Lenzi e da me sottoscritta, che ha l&#8217;obiettivo di fare chiarezza sul tema della sanità oggi molto dibattuto.</p>
<p>La Camera,     <br />
premesso che:      <br />
secondo la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2015 si prevede un rialzo, per la prima volta dal 2010, delle stime di crescita del prodotto interno lordo: in aumento dello 0,9 per cento nel 2015 e dell&#8217;1,6 per cento nel 2016 (rispettivamente contro lo 0,7 per cento e l&#8217;1,4 per cento stimato ad aprile 2015);      sempre secondo nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, per la sanità le stime della spesa dal 2015 al 2019 ipotizzano un aumento annuo vicino al 2 per cento per ciascuno degli anni in esame, mentre l&#8217;incidenza sul prodotto interno lordo passa dal 6,8 del 2015 al 6,5 del 2019; per il 2016 la spesa sanitaria è stimata a 113,3 miliardi di euro: +1,9 per cento sul 2015;      nello specifico, per quanto riguarda la sanità, la nota di aggiornamento prende atto delle nuove misure approvate con il decreto-legge di agosto 2015 e pubblica una nuova tabella sull&#8217;evoluzione della spesa a legislazione vigente, che prevede: per il 2014 111,028 miliardi di euro, per il 2015 111,289 miliardi di euro e per il 2016 una stima pari a 113,372 miliardi di euro;      secondo i dati pubblicati sul sito web del Ministero della salute gli importi finali del finanziamento per gli anni 2011-2014, intesi come risultato dello stanziamento iniziale al netto di tutte le manovre intervenute successivamente fino alla legge di stabilità per 2014, risultano essere: nel 2010 pari a 106,9; nel 2011 pari a 106,905; nel 2012 pari a 107,961; nel 2013 pari a 107,004;      secondo l&#8217;Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel suo ultimo rapporto «Health statistics 2015», che ha mappato la spesa sanitaria dei 34 Paesi dell&#8217;organizzazione e delle economie emergenti, in Italia la spesa sanitaria pubblica e privata si assesta rispetto al prodotto interno lordo su una percentuale nel 2013 pari all&#8217;8,8 per cento, mentre quella tedesca all&#8217;11 per cento, quella francese al 10,9 per cento, quella greca e portoghese al 9 per cento prodotto interno lordo;      sempre secondo il rapporto dell&#8217;Ocse, «La spesa sanitaria ha continuato a ridursi in Grecia, Italia e Portogallo nel 2013. La maggior parte dei Paesi dell&#8217;Unione europea ha riferito la spesa sanitaria pro capite reale al di sotto dei livelli del 2009». Il tutto mentre, al di fuori dell&#8217;Europa, la spesa sanitaria è cresciuta di circa il 2,5 per cento l&#8217;anno dal 2010. In generale, tra tutti i Paesi in esame la spesa sanitaria è stimata essere aumentata dell&#8217;1 per cento in termini reali tra i Paesi Ocse nel 2013, dopo lo 0,7 per cento del 2012 e lo 0 per cento del 2010;      nonostante una diminuzione dell&#8217;investimento in sanità rispetto al prodotto interno lordo, il rapporto dell&#8217;Ocse «Reviews of health care quality: Italy 2014» evidenzia come gli indicatori di salute della popolazione italiana siano tra i migliori nell&#8217;area Ocse. L&#8217;Italia è al quinto posto tra i Paesi Ocse nell&#8217;aspettativa di vita alla nascita, 82.3 anni. I tassi di ricovero ospedaliero per asma, malattie polmonari croniche (bronco pneumopatia cronica ostruttiva) sono tra i più bassi dell&#8217;area Ocse e quelli di mortalità a seguito di ictus o infarto sono ben al di sotto della media Ocse; l&#8217;Italia ha una buona assistenza fornita ad un prezzo contenuto, 3.027 dollari pro capite: l&#8217;Italia spende, infatti, molto meno dei Paesi limitrofi, quali Austria (4.593 dollari), Francia (4.121 dollari) e Germania (4.650 dollari). Il sistema delle cure primarie ha tradizionalmente fornito un&#8217;assistenza primaria di alta qualità, come dimostrato da indicatori di qualità, come il ricovero ospedaliero evitabile; i livelli di soddisfazione del paziente sono anch&#8217;essi alti;      il rapporto Ocse evidenzia come l&#8217;Italia abbia fatto un passo importante verso il maggiore coordinamento e l&#8217;integrazione dell&#8217;assistenza con la «legge Balduzzi» (legge n. 189 del 2012), che incoraggia la creazione di reti di assistenza territoriale; il personale sanitario offre, nel complesso, un&#8217;assistenza di alta qualità; molte sono state le iniziative che a livello nazionale hanno costituito il quadro giuridico attraverso il quale garantire un&#8217;assistenza sanitaria di qualità: il Patto per la salute, i livelli essenziali di assistenza, il sistema nazionale di verifica e controllo sull&#8217;assistenza sanitaria, il programma nazionale per la promozione permanente della qualità nel Servizio sanitario nazionale, l&#8217;Agenzia italiana del farmaco;      lo stesso rapporto evidenzia, però, alcune criticità come il fatto che il miglioramento della qualità e la riorganizzazione del sistema hanno assunto un ruolo secondario quando la crisi economica ha iniziato a colpire e il risanamento delle finanze è divenuto priorità assoluta, nonostante i bisogni di salute evolvano rapidamente;      sempre secondo il rapporto l&#8217;Italia deve confrontarsi con un crescente invecchiamento della popolazione ed un aumentato carico delle patologie croniche, che probabilmente si tradurranno in aumentati costi dell&#8217;assistenza ed ulteriore pressione sul settore delle cure primarie; attualmente il progresso verso un modello di sistema sanitario in cui la prevenzione e la gestione di tali patologie siano in primo piano è piuttosto lento; i servizi per l&#8217;assistenza di comunità, a lungo termine e di prevenzione sono poco sviluppati rispetto agli altri Paesi Ocse (l&#8217;Italia spende meno di un decimo di quanto spendono Olanda e Germania per la prevenzione; presenta la più bassa percentuale di operatori per l&#8217;assistenza a lungo termine osservabile nei Paesi dell&#8217;Ocse, in rapporto alla popolazione con 65 anni di età e oltre);      più fonti, oltre all&#8217;Osce, nonché il comune convincimento che la frammentarietà dei livelli decisionali, a partire dalle regioni, comporta inaccettabili disuguaglianze, fanno sì che le iniziative nazionali volte al miglioramento della qualità dell&#8217;assistenza non vengano applicate in maniera omogenea a livello regionale; c’è uno scarso coordinamento da parte delle agenzie centrali delle diverse attività regionali connesse alla qualità; sono poco sviluppate o mancano del tutto alcune strategie chiave relative alla qualità;      secondo l&#8217;Ocse, quindi, l&#8217;Italia si trova ad affrontare due sfide principali: la prima è quella di garantire che gli sforzi in atto per contenere la spesa in campo sanitario non vadano a intaccare la qualità quale principio fondamentale di governance; la seconda è quella di sostenere le regioni e province autonome che hanno una infrastruttura più debole, affinché possano erogare servizi di qualità pari alle regioni con le performance migliori. È necessario un approccio più solido e ambizioso al monitoraggio della qualità e al miglioramento a livello di sistema;      il nuovo Patto per la salute, siglato tra le regioni e lo Stato il 10 luglio 2014 ed inserito per alcune sue parti nella legge di stabilità per il 2015, testimonia l&#8217;impegno congiunto di Governo e regioni di attuare importanti e concrete misure di programmazione della spesa sanitaria, con l&#8217;obiettivo di razionalizzarla, creando spazi finanziari da reinvestire nel settore della sanità;      il nuovo Patto considera la salute non più come una fonte di costo, bensì come un investimento economico e sociale, delineando per questo percorsi chiari di interazione con i territori e le altre amministrazioni centrali;      da ultimo, proprio con l&#8217;obiettivo di ridurre ed efficientare la spesa sanitaria, il decreto-legge n. 78 del 2015, «decreto enti locali», ha previsto che con decreto del Ministero della salute, da adottare entro 30 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, vengono individuate «le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale». Le prestazioni che non rispettano questi criteri dovranno essere pagate interamente dai cittadini. A controllare saranno gli enti del Servizio sanitario nazionale e, in caso di prescrizioni non conformi alle indicazioni fissate dal Ministero, i medici dovranno risponderne all&#8217;azienda sanitaria di riferimento e, se le giustificazioni saranno ritenute insufficienti, subiranno penalizzazioni economiche;      la bozza di schema del decreto ministeriale individua 208 prestazioni tra odontoiatria, radiologia, laboratorio soggette ai criteri selettivi di erogazione previsti dal decreto-legge n. 78 del 2015;      è generalmente condivisibile l&#8217;obiettivo di assumere il principio di appropriatezza, per cui si sottopone il paziente all&#8217;esame o all&#8217;intervento giusto per lui, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, non di più ma neanche di meno;      questo obiettivo richiede un cambiamento culturale profondo, lo sviluppo di maggiore collaborazione tra i medici di medicina generale e gli specialisti, un&#8217;adeguata informazione alla popolazione, la consapevolezza da parte di tutti che il Servizio sanitario nazionale non ha risorse infinite ed è necessario usarle in modo corretto ed oculato;      sembra difficile, e non ci sono evidenze scientifiche, sociologiche o pedagogiche in tal senso, ottenere questi risultati usando solo la leva della sanzione,<br />
impegna il Governo:<br />
   al fine di una completa e corretta funzionalità del sistema sanitario nazionale, ad assumere iniziative per aumentare le risorse economiche del fondo sanitario per il 2016 già a partire dal prossimo disegno di legge di stabilità;     a garantire l&#8217;entrata in vigore in tempi rapidi e comunque entro la fine del 2015 dei nuovi livelli essenziali d&#8217;assistenza, nonché del nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili;     a proseguire nell&#8217;attuazione del Patto della salute firmato tra le regioni e il Governo nel luglio 2014, anche sollecitando i tavoli di lavoro insediati a portare a termine i compiti loro assegnati;     a proseguire sulla strada dell&#8217;appropriatezza delle prestazioni sanitarie, favorendo il cambiamento culturale, l&#8217;aggiornamento dei professionisti, nonché la collaborazione tra medici di famiglia e specialisti, rinviando, dopo un periodo di sperimentazione e di monitoraggio di due anni, la definizione delle misure sanzionatorie nei confronti dei medici che dovessero prescrivere prestazioni inappropriate;     a predisporre ogni iniziativa atta a sbloccare il turn-over ed a superare il precariato sia nel settore medico che in quello infermieristico. <br />
 «Lenzi, Gelli, Miotto, Amato, Argentin, Beni, Capone, Carnevali, D&#8217;Incecco, Fossati, Mariano, Murer, Patriarca,Sbrollini, Grassi, Giuditta Pini, Amoddio, Paola Boldrini, Paola Bragantini».
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/">Sanità&#8230; proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/sanita-proviamo-po-chiarezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Più possibilità agli Enti Locali</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 11:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=2664</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ho sottoscritto la mozione presentata dal collega On. Maino Marchi che impegna il Governo a mettere mano ad una serie di provvedimenti riguardanti gli Enti Locali, primo fra tutti il...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/">Più possibilità agli Enti Locali</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Ho sottoscritto la mozione presentata dal collega On. Maino Marchi che impegna il Governo a mettere mano ad una serie di provvedimenti riguardanti gli Enti Locali, primo fra tutti il patto di stabilità, dando maggiori possibilità di investimento ai Comuni in particolare a quelli virtuosi nella gestione del proprio bilancio.</h4>
<h4><span style="color: #22377a;">MOZIONE  1/00825</span></h4>
<div>
<h6><span style="color: #22377a;">Dati di presentazione dell&#8217;atto</span></h6>
<blockquote>
<div>Legislatura:  17</div>
<div>Seduta di annuncio:  412  del  21/04/2015</div>
</blockquote>
</div>
<div>
<h6><span style="color: #22377a;">Abbinamenti</span></h6>
<blockquote>
<div>Atto <a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=documenti&amp;tipoDoc=lavori_siAtto&amp;idLegislatura=17&amp;ramo=C&amp;idDocumento=1/00741" target="_blank"> <span style="color: #4d5d96;">1/00741</span></a>  abbinato in data 21/04/2015<br />
Atto <a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=documenti&amp;tipoDoc=lavori_siAtto&amp;idLegislatura=17&amp;ramo=C&amp;idDocumento=1/00822" target="_blank"> <span style="color: #4d5d96;">1/00822</span></a>  abbinato in data 21/04/2015<br />
Atto <a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=documenti&amp;tipoDoc=lavori_siAtto&amp;idLegislatura=17&amp;ramo=C&amp;idDocumento=1/00824" target="_blank"> <span style="color: #4d5d96;">1/00824</span></a>  abbinato in data 21/04/2015</div>
</blockquote>
</div>
<div>
<h6><span style="color: #22377a;">Firmatari</span></h6>
<blockquote>
<div>Primo firmatario: <a title="Link alla scheda del Deputato" href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=301481&amp;idLegislatura=17" target="_blank"> <span style="color: #4d5d96;">MARCHI MAINO </span></a><br />
Gruppo:  PARTITO DEMOCRATICO<br />
Data firma: 21/04/2015</div>
<div>
<table summary="Elenco dei co-firmatari" cellspacing="1" cellpadding="1">
<caption><span style="color: #22377a;">Elenco dei co-firmatari dell&#8217;atto</span></caption>
<thead>
<tr>
<th scope="col">Nominativo co-firmatario</th>
<th scope="col">Gruppo</th>
<th scope="col">Data firma</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=303114&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">TANCREDI PAOLO</span></a></td>
<td>AREA POPOLARE (NCD-UDC)</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=34580&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">TABACCI BRUNO</span></a></td>
<td>PER L&#8217;ITALIA &#8211; CENTRO DEMOCRATICO</td>
<td>06/05/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305545&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">BRAGANTINI PAOLA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=301462&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">MISIANI ANTONIO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=34810&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">GUERRA MAURO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=306194&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">LAFORGIA FRANCESCO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305725&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">MELILLI FABIO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=302920&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">CAUSI MARCO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305765&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">MARCHETTI MARCO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305559&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">FRAGOMELI GIAN MARIO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305539&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">CARNEVALI ELENA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305710&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">FABBRI MARILENA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>23/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305626&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">SCUVERA CHIARA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>23/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=305638&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">GINATO FEDERICO</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>23/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=306308&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">AMODDIO SOFIA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>06/05/2015</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div>
<table summary="Elenco dei co-firmatari" cellspacing="1" cellpadding="1">
<caption><span style="color: #22377a;">Elenco dei co-firmatari che hanno ritirato la firma</span></caption>
<thead>
<tr>
<th scope="col">Nominativo co-firmatario</th>
<th scope="col">Gruppo</th>
<th scope="col">Data firma</th>
<th scope="col">Data ritiro firma</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=306302&amp;idLegislatura=17" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">IACONO MARIA</span></a></td>
<td>PARTITO DEMOCRATICO</td>
<td>22/04/2015</td>
<td>05/05/2015</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</blockquote>
</div>
<div>
<div>
<h6><span style="color: #22377a;">Stato iter: </span></h6>
<p>IN CORSO</p>
<div>
<blockquote>
<table summary="Partecipanti allo svolgimento/discussione" cellspacing="1" cellpadding="1">
<caption><span style="color: #22377a;">Partecipanti allo svolgimento/discussione</span></caption>
<thead>
<tr>
<th colspan="3" scope="col">ILLUSTRAZIONE</th>
<th scope="col" align="right">21/04/2015</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td align="center"><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSvolgimentoDibattitoSindacatoIspettivo.aspx?idLegislatura=17&amp;idSeduta=412&amp;idAtto=1/00825" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">Resoconto</span></a></td>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=301462" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">MISIANI ANTONIO</span></a></td>
<td colspan="2">PARTITO DEMOCRATICO</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" scope="col">DICHIARAZIONE GOVERNO</td>
<td scope="col" align="right">21/04/2015</td>
</tr>
<tr>
<td align="center"><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSvolgimentoDibattitoSindacatoIspettivo.aspx?idLegislatura=17&amp;idSeduta=412&amp;idAtto=1/00825" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">Resoconto</span></a></td>
<td><a href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=17&amp;idPersona=200649&amp;webType=Normale" target="_blank"><span style="color: #4d5d96;">MORANDO ENRICO</span></a></td>
<td colspan="2">VICE MINISTRO ECONOMIA E FINANZE</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
</div>
</div>
<h6><span style="color: #22377a;">Fasi iter:</span></h6>
<div>
<blockquote><p>DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 21/04/2015</p>
<p>DISCUSSIONE IL 21/04/2015</p>
<p>RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 21/04/2015</p>
<p>APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 22/04/2015</p>
<p>APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 23/04/2015</p>
<p>ATTO MODIFICATO IL 05/05/2015</p>
<p>APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 06/05/2015</p></blockquote>
</div>
<div>
<div>
<div>Atto Camera</p>
<p>Mozione 1-00825</p></div>
<p>presentato da</p>
<div>MARCHI Maino</div>
<p>testo di</p>
<div>Martedì 5 maggio 2015, seduta n. 421</div>
</div>
<p>La Camera,<br />
premesso che:<br />
il cambiamento dell&#8217;assetto istituzionale e finanziario degli enti territoriali costituisce uno snodo centrale nell&#8217;ambito della complessiva azione riformatrice del Governo e del processo di risanamento del Paese;<br />
dal primo punto di vista, l&#8217;intervento più significativo è costituito dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, che ha dettato un&#8217;ampia riforma in materia di enti locali, prevedendo l&#8217;istituzione e la disciplina delle città metropolitane, la ridefinizione del sistema delle province ed una nuova disciplina in materia di unioni e fusioni di comuni;<br />
a ciò si unisce, sotto il profilo della contabilità, il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, adottato in attuazione della delega contenuta nella legge n. 42 del 2009, che ridisciplina il coordinamento della finanza pubblica al fine di rafforzare le attività di programmazione, gestione, monitoraggio, controllo e rendicontazione finanziaria tra i diversi enti che compongono la pubblica amministrazione e di favorire un migliore raccordo della disciplina contabile interna con quella adottata in ambito europeo ai fini del rispetto del patto di stabilità e crescita;<br />
dal punto di vista finanziario e del risanamento, per le disposizioni contenute nella legge 29 dicembre 2014, n. 190, gli enti territoriali concorreranno complessivamente al contenimento della spesa pubblica per circa 6,2 miliardi di euro nel 2015, 7,2 nel 2016 e 8,2 nel 2017, senza tener conto delle ulteriori riduzioni operate dal decreto-legge n. 66 del 2014;<br />
in particolare, il comma 435 dell&#8217;articolo 1 della legge di stabilità per il 2015 ha stabilito la riduzione della dotazione del fondo di solidarietà comunale di 1.200 milioni di euro a decorrere dall&#8217;anno 2015; il comma 418 ha operato una riduzione della spesa corrente per province e città metropolitane di 1.000 milioni di euro per l&#8217;anno 2015, di 2.000 milioni di euro per l&#8217;anno 2016 e di 3.000 milioni di euro a decorrere dall&#8217;anno 2017. Infine, il comma 398 ha disciplinato un contributo aggiuntivo alla finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018, pari a 3.452 milioni di euro e il comma 400 ha stabilito entità e modalità a contributo aggiuntivo pari a 467 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 per le regioni a statuto speciale;<br />
si tratta oggettivamente di riduzioni molto significative per gli enti territoriali che si aggiungono a quelle già operate nel corso della XVI legislatura, pari a circa 34 miliardi di euro;<br />
la dimensione dello sforzo richiesto alle amministrazioni territoriali rende necessario prevedere un contesto più orientato a definire indirizzi e incentivi che non a prescrivere specifici vincoli, accogliendo anche talune richieste provenienti dai vari comparti;<br />
una prima risposta a questa impostazione è costituita dall&#8217;incremento al 20 per cento della quota del fondo di solidarietà comunale spettante ai comuni delle regioni a statuto ordinario sulla base delle capacità fiscali e dei fabbisogni <i> standard</i> e l&#8217;avvio del processo di riforma del meccanismo del patto di stabilità che è stato allentato per complessivi 2.889 milioni annui, di cui 2.650 milioni ai comuni e 239 milioni alle province;<br />
nel documento di economia e finanza il Governo si impegna a proseguire in questa direzione favorendo il progressivo passaggio da un sistema basato sulla spesa storica ad uno che utilizza costi e fabbisogni <i> standard</i>, più razionale ed efficiente, in cui vengano premiati con maggiori spazi finanziari e, quindi, maggiori possibilità di investimento gli enti che hanno ridotto la spesa corrente e che hanno una maggiore capacità di riscossione delle entrate proprie;<br />
ulteriori misure a beneficio del comparto degli enti locali sono la possibilità di destinare i proventi delle concessioni edilizie per il finanziamento di spese correnti, la facoltà di rinegoziare mutui, l&#8217;innalzamento dall&#8217;8 al 10 per cento dell&#8217;importo massimo degli interessi passivi rispetto alle entrate dei primi tre titoli delle entrate del rendiconto per poter assumere nuovi mutui o finanziamenti, il passaggio da tre a cinque dodicesimi del limite massimo di ricorso degli enti locali ad anticipazioni di tesoreria, l&#8217;assegnazione delle maggiori somme riscosse per effetto della partecipazione all&#8217;azione di contrasto all&#8217;evasione fiscale;<br />
rispetto alle regioni a Statuto ordinario, per le quali il comma 463 ha introdotto la disciplina del pareggio di bilancio, si è prevista una fase transitoria per l&#8217;anno 2015 finalizzata a rendere più flessibile il passaggio al nuovo sistema;<br />
inoltre, i commi da 484 a 488 hanno esteso anche al 2015 la disciplina del patto verticale incentivato, che favorisce una maggiore flessibilità per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica da parte degli enti territoriali;<br />
a fronte dell&#8217;importante contributo al risanamento dei conti pubblici che arriva dagli enti territoriali, permangono alcune situazioni di criticità che potrebbero incidere sul livello e sulla qualità di erogazione di servizi ai cittadini, in particolare per quel che riguarda l&#8217;attuazione del Patto per la salute per gli anni successivi al 2015, il riparto del taglio alle città metropolitane e il rifinanziamento di 625 milioni del fondo compensativo IMU-TASI;<br />
su questi argomenti si stanno svolgendo incontri politici e tecnici con le rappresentanze delle parti interessate finalizzati a individuare soluzioni condivise alle questioni tuttora aperte;<br />
l&#8217;importanza del comparto territoriale richiede interventi organici e di ampio respiro da attuare necessariamente all&#8217;interno di un percorso condiviso a tutti i livelli istituzionali, a cominciare dalla ridefinizione e semplificazione della fiscalità immobiliare comunale in coerenza con gli indirizzi contenuti nel documento di economia e finanza 2015,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>ad adottare con la massima sollecitudine ogni iniziativa utile volta a dare soluzione alle principali criticità normative relative agli enti territoriali, con particolare riferimento:<br />
<i>a) </i>all&#8217;attuazione dell&#8217;intesa del 19 febbraio 2015 raggiunta in seno alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in particolare in merito alla rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilità interno dei comuni per gli anni 2015-2018 e delle sanzioni per mancato raggiungimento degli obiettivi;<br />
<i>b) </i>alla sostenibilità del concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per il comparto province e città metropolitane, stabilendo la possibilità di rinegoziare i mutui e utilizzare gli spazi ottenuti a copertura di spese correnti, l&#8217;esclusione dalla sanzione sul personale delle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato (anche per le città metropolitane e le province che non hanno rispettato il patto di stabilità nel 2014) e la disapplicazione dei limiti alle assunzioni per l&#8217;assorbimento del personale;<br />
<i>c) </i>alla gradualità e flessibilità della fase di avvio a regime dell&#8217;armonizzazione contabile;<br />
<i>d) </i>all&#8217;introduzione di meccanismi di perequazione per l&#8217;applicazione delle nuove norme in materia di Imu-agricola e al rinnovo, almeno parzialmente, di quelli previsti per il passaggio dall&#8217;Imu alla Tasi;<br />
<i>e) </i>all&#8217;attuazione dell&#8217;intesa del 26 febbraio 2015 raggiunta in seno alla Conferenza Stato-regioni in merito alle disposizioni di cui all&#8217;articolo 1, commi 398, 465 e 484, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;<br />
a valutare l&#8217;opportunità di consentire a province e città metropolitane di non approvare il bilancio pluriennale, limitandosi al solo bilancio di previsione 2015 in cui siano illustrate le spese sostenute per funzioni fondamentali e funzioni non fondamentali, in modo da accertare le entrate effettivamente destinate all&#8217;esercizio di tali funzioni, e consentendo, in via eccezionale, l&#8217;utilizzo degli avanzi di gestione 2014 per il conseguimento degli equilibri;<br />
a definire entro il 2015 un assetto stabile della finanza locale in grado di consentire reale autonomia ed effettive e virtuose possibilità di programmazione da parte degli enti locali;<br />
ad assumere iniziative per prevedere un&#8217;ulteriore evoluzione del sistema dei vincoli di cui agli articoli da 9 a 12 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, nell&#8217;ottica di istituire un sistema di vincoli di finanza pubblica tra Stato e amministrazioni locali che sia caratterizzato da semplicità operativa, linearità di funzionamento e piena coerenza con le regole fiscali che la Repubblica deve rispettare con i <i> partner</i> europei;<br />
a procedere al riordino e alla semplificazione, all&#8217;interno della legge di stabilità per l&#8217;anno 2016, della fiscalità immobiliare comunale, al fine di garantire un assetto legislativo e finanziario definitivo e stabile in materia, prevedendo, altresì, adeguate forme di perequazione verticale e meccanismi di monitoraggio e verifica dei criteri di alimentazione e distribuzione tra i comuni delle risorse del fondo di solidarietà comunale;<br />
a proseguire e rafforzare ulteriormente il percorso già avviato volto a rilanciare e sostenere i programmi di investimento degli enti locali.<br />
(1-00825)<br />
<i>(Nuova formulazione)</i> «<a title="MARCHI Maino" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.301481" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Marchi</span>, <a title="TANCREDI Paolo" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.303114" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Tancredi</span>, <a title="BRAGANTINI Paola" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305545" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Paola Bragantini</span>, <a title="MISIANI Antonio" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.301462" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Misiani</span>, <a title="GUERRA Mauro" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.34810" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Guerra</span>, <a title="LAFORGIA Francesco" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.306194" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Laforgia</span>, <a title="MELILLI Fabio" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305725" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Melilli</span>, <a title="CAUSI Marco" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.302920" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Causi</span>, <a title="MARCHETTI Marco" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305765" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Marchetti</span>, <a title="FRAGOMELI Gian Mario" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305559" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Fragomeli</span>, <a title="CARNEVALI Elena" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305539" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Carnevali</span>, <a title="FABBRI Marilena" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305710" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Fabbri</span>, <a title="SCUVERA Chiara" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305626" shape="rect"></a> <span style="color: #4d5d96;">Scuvera</span>, <a title="GINATO Federico" name="14d60e86b6ab95f1_14d2a04d8cdb4fd4_idAnagrafe.305638" shape="rect"></a><span style="color: #4d5d96;">Ginato</span>».</p>
</div>
<div>
<h6><span style="color: #22377a;"> </span></h6>
</div>
</div>
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/">Più possibilità agli Enti Locali</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/possibilita-agli-enti-locali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Roma con gli operai Ogr tra il fantasma dell&#8217;amianto e il bisogno di giustizia</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 13:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=2102</guid>
		<description><![CDATA[<p>Da la Repubblica del 20 goiugno 2014 In viaggio sul treno che all&#8217;alba li ha portati a Montecitorio &#8220;Sono morti cinque di noi, dateci risposte e garanzie per il futuro&#8221;...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/">A Roma con gli operai Ogr tra il fantasma dell&#8217;amianto e il bisogno di giustizia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da la Repubblica del 20 goiugno 2014</p>
<p>In viaggio sul treno che all&#8217;alba li ha portati a Montecitorio &#8220;Sono morti cinque di noi, dateci risposte e garanzie per il futuro&#8221; BEPPE PERSICHELLA NON c&#8217;èl&#8217;amianto sultreno che all&#8217;albaporta i lavoratori delle Ogr a Roma, sotto Montecitorio. C&#8217;è però tutta la paura di chi, in soli sei mesi, ha visto morire cinque<br />
colleghi per colpa di quel tumore, il mesotelioma pleurico, che non lascia speranze. Ma ieri i malati di amianto in pensione sono rimasti a casa. Davanti alla Camera dei deputati si sono presentati invece i lavoratori più giovani, uomini che non riescono più a gestirei&#8217; ansia di questo terribile 2014. Perché c&#8217;è un tempo per piangere i morti e un tempo per rivendicare il diritto a un luogo di lavoro sano. Per<br />
questo hanno pensato che la loro voce andasse fatta sentire proprio lì dove abita il potere. Si ritrovano tutti in stazione centrale, direttamente sul binario del Frecciarossa per Roma.<br />
Ci sono i bolognesi, i pendolari dal Veneto, i riminesi, qualcuno sale quando il treno si ferma a Firenze. Occhi stanchi per il poco sonno, si sono presi tutti un giorno di ferie e pagato con i loro soldi il biglietto. Dopo due ore giungono a Termini e da lì improvvisano un corteo fino a Montecitorio. Appena arrivati, srotolano due lunghi striscioni, appoggiano per terra alcuni dei tanti santini con le foto, i nomi e i cognomi dei 200 morti di amianto a Bologna degli ultimi anni. Indossano una maglietta bianca uguale per tutti, che con sarcasmo invoca il «silenzio» perché «non si deve sapere».<br />
Adesso aspettano solo che qualche deputato si accorga di loro.<br />
A notarli per primi sono però i passanti che si fermano a fare domande. Ai lavoratori basta la parola amianto per ricevere solidarietà. Chiamano qualche parlamentare bolognese: c&#8217;è chi promette di venire e poi mantiene, e chi dice sì, forse, faccio il possibile, ma non si fa vedere.<br />
Chiedono tre cose precise: lo sblocco del piano nazionale amianto (che significa bonificare il territorio), la nascita di uno sportello che assista i malati, e poter andare in pensione il prima possibile. «Perché raccontano la nostra speranza di vita è inferiore alla media». Difficile contraddirli. Soltanto negli ultimi sei mesi, a fine gennaio muore il caporeparto Valter Nerozzi, pochi giorni dopo se ne va Valther Nannetti, a febbraio scompare Enzo Sermenghi, tempo due settimane e smette di combattere un lavoratore esterno alle Ogr. L&#8217;ultimo decesso avviene a maggio, è l&#8217;elettricistaAntonio Zauli. «Chiediamo giustizia per i morti e per ivivi»,dice dal megafono Salvatore Fais, delegato Cgil. Anche questa volta ha organizzato tutto lui. Stanco di piangere i colleghi uccisi dalla polvere killer, ha pensato che un sit in davanti alla Camera potesse dare ai vivi la forza per reagire. In fabbrica da mesi non parlano d&#8217;altro. Per un po&#8217; di tempo si sono illusi che l&#8217;amianto rappresentasse il passato. Poi quelle morti hanno riportato a galla spavento, angoscia e panico. Anche perché l&#8217;amianto, seppur bandito dal 1992, c&#8217;è ancora. Ricompare non di rado in piccole guarnizioni che arrivano da aziende straniere.<br />
«Spiegateci perché dobbiamo ancora toccarlo dopo che ha ucciso tanti nostri colleghi» è la domanda che i lavoratori si fanno. Con questo stato d&#8217;animo incontrano il primo deputato, Giovanni Paglia di Sel. Poi è il turno dei bolognesi Andrea De Maria e Marilena Fabbri del Pd, e per ultimo Alberto Zolezzi del M5S.<br />
Mettono al corrente i lavoratori che, solo pochi giorni fa, la Camera ha votato una mozione<br />
contro l&#8217;amianto. Non è molto ma nemmeno poco: è da lì che il governo Renzi se vuole potrà partire. «Ora tocca all&#8217;esecutivo» spiegano. Quando è ora di pranzo, si smonta tutto e si ritorna a casa. Qualcuno coglie l&#8217;occasione al balzo per visitare Roma. «Quando ci ricapitapiù?», scherzano.<br />
Qualcuno se la ride, qualcun altro riflette. Il più giovane viene da Foggiae voleva da sempre fare il ferroviere. Si chiama Michele Casolaro e non ha timore di denunciare quello che ogni giorni vede in officina. Però alla sua famiglia che vive in Puglia tutte queste cose non le dice. «Non voglio che si preoccupino». Con i colleghi più grandiscende sempre in piazza quando serve, e spera che prima o poi anche i più giovani si uniscano alla lotta. «Credono che l&#8217;amianto non sia un problema che li riguarda, ma si sbagliano, perché io quando guardo i colleghi più anziani non vedo il loro passato ma il mio futuro».<br />
Si ferma un deputato di Sel, poi arrivano i bolognesi del Pd &#8220;Ora tocca al governo&#8221; &#8220;Io l&#8217;amianto lo trovo ancora, non più in polvere ma compatto,quindi siamo esposti&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.marilenafabbri.it/wp-content/uploads/2014/06/2Q5755.pdf">Vedi l&#8217;articolo</a></p>
<p>Il testo della mozione presentata il 18 giugno alla Camera dei Deputati e approvata all&#8217;unanimità:</p>
<p>Mercoledì 18 giugno 2014, seduta n. 248<br />
La Camera, richiamando le premesse delle mozioni oggi all&#8217;ordine del giorno,<br />
impegna il Governo:<br />
ad approvare definitivamente il Piano nazionale amianto, prevedendo i finanziamenti necessari alla sua completa attuazione;<br />
ad attivarsi, per quanto di competenza, in accordo con le regioni, affinché in tempi congrui sia concluso il programma dettagliato di censimento, bonifica e smaltimento dei materiali contaminati tramite i piani regionali amianto;<br />
ad assumere iniziative per incrementare, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, le risorse assegnate al Fondo per le vittime dell&#8217;amianto, istituito dalla Legge finanziaria 2008, e rivedere l&#8217;attuale legge pensionistica, per garantire benefici ai lavoratori colpiti da patologie amianto-correlate;<br />
ad assumere iniziative, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, volte ad estendere le prestazioni del Fondo non solo a coloro che abbiano contratto una patologia amianto-correlata per esposizione professionale all&#8217;amianto ma anche ai familiari delle vittime o a coloro che comunque pur non lavorando direttamente con l&#8217;amianto siano stati comunque esposti avendo poi contratto tali patologie;<br />
a prevedere di attivare iniziative – anche in ambito europeo – per escludere dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno – le spese per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell&#8217;amianto;<br />
ad assumere iniziative, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, per finanziare adeguatamente sia il Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, istituito dalla Legge finanziaria 2008, e mai reso operativo per mancanza di risorse, dando priorità alla messa in sicurezza e bonifica degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, delle caserme, degli uffici aperti al pubblico, sia il Fondo unico per l&#8217;edilizia scolastica di cui all&#8217;articolo 11, comma 4-sexies, del decreto-legge n. 179 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012;<br />
ad avviare un&#8217;intesa con le regioni e le province autonome per concordare le modalità di regolamentazione delle «micro-raccolte di amianto» anche con il coinvolgimento delle aziende municipalizzate locali di raccolta rifiuti e ad individuare in ogni regione dei siti di discarica del materiale rimosso, a tal fine individuando siti idonei allo smaltimento in sicurezza di scarti pericolosi;<br />
ad assumere iniziative per semplificare le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva, fissandola in una percentuale che rimanga fissa negli anni per garantire le risorse al fondo anche negli anni futuri;<br />
a emanare qualora ne sussistano le condizioni, anche di carattere finanziario, gli atti utili a riconoscere valido, in sostituzione del curriculum lavorativo, l&#8217;estratto matricolare mercantile o la fotocopia autenticata del libretto di navigazione, quale documento probante l&#8217;esposizione all&#8217;amianto da parte del lavoratore marittimo;<br />
a promuovere campagne di informazione sul rischio amianto soprattutto nei luoghi di lavoro e sulle possibili conseguenze della presenza di amianto dal punto di vista ambientale e sanitario;<br />
a valutare la necessità di predisporre misure in termini di diagnosi precoce al fine di tutelare la salute dei cittadini esposti al rischio amianto;<br />
a rafforzare i sistemi di verifica della tracciabilità dell&#8217;amianto, altresì stimolando lo smaltimento sostenibile valutando altresì la possibilità di determinazione di un prezzario nazionale per le singole tipologie di opere di bonifica;<br />
ad adottare eventuali iniziative normative che siano utili sia al fine dell&#8217;introduzione di un criterio di riequilibrio rispetto al mero requisito temporale per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n. 257 del 1992 sia al fine di garantire il risarcimento del danno in favore dei soggetti contaminati, nel pieno rispetto degli attuali vincoli di bilancio ed assicurando la necessaria equità complessiva alla disciplina vigente;<br />
a valutare ogni soluzione per garantire un rifinanziamento della complessiva dotazione finanziaria del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, attraverso il ripristino delle risorse, relativamente limitate nel quadro dei saldi di finanza pubblica, finora sottratte, almeno per una quota aggiuntiva finalizzata al sostegno delle attività del centro in materia di amianto;<br />
a proseguire con determinazione l&#8217;impegno già assunto e portato innanzi in sede internazionale per la lotta alla produzione, al commercio e all&#8217;utilizzo delle fibre di asbesto, con particolare riferimento al riconoscimento del crisotilo quale sostanza nociva al pari delle altre tipologie di amianto, e per il rafforzamento del sistema dei controlli sulle importazioni di merci contenenti tale materiale ancora largamente in uso nei mercati emergenti.<br />
(1-00505)<br />
(Ulteriore nuova formulazione) «Migliore, Bargero, Grande, Dorina Bianchi, De Mita, Palese, Fedriga, Taglialatela, Balduzzi, Di Lello, Di Salvo, Zan, Nicchi, Airaudo, Zaratti, Piazzoni, Pellegrino, Aiello, Lavagno, Duranti, Speranza, Borghi, Cuperlo, Fiorio, Portas, Boccuzzi, Antezza, Amoddio, Basso, Beni, Baruffi, Berlinghieri, Gnecchi, Lodolini, Zanin, Moscatt, Battaglia, Colaninno, Carra, Zappulla, Fabbri, Braga, Sibilia, Bechis, Zolezzi, Prodani, Artini, Pinna, Currò, Spadoni, Del Grosso, Scagliusi, Rizzo, Corda, Fico, Lorefice, Mantero, Di Vita, Vacca, Brescia, Grillo, Dall&#8217;Osso, Baroni, Cecconi, Gallinella, Parentela, Toninelli, Frusone, Barbanti, Nicola Bianchi, Cristian Iannuzzi, De Lorenzis, Lupo, Terzoni, De Rosa, Paolo Nicolò Romano, Mannino, Lombardi, Turco, Da Villa, Piccone, Scopelliti, Dellai, Cera, Binetti, Gigli, Santerini, Sberna, Polverini, Calabria, Mottola, Fucci, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Matteo Bragantini, Buonanno, Busin, Caon, Caparini, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Marcolin, Molteni, Gianluca Pini, Prataviera, Rondini, Giorgia Meloni, Rampelli, Antimo Cesaro, Matarrese, Vecchio, Molea, D&#8217;Agostino, Vargiu, Cimmino, Mazziotti Di Celso, Dambruoso, Tinagli, Monchiero, Oliaro, Rabino, Vitelli, Librandi, Vezzali, Capua, Causin, Sottanelli, Galgano, Bombassei, Catania». </p>
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/">A Roma con gli operai Ogr tra il fantasma dell&#8217;amianto e il bisogno di giustizia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/roma-gli-operai-ogr-fantasma-dellamianto-bisogno-giustizia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 22:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=1989</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport Roberta Agostini, Paolo Beni, Massimiliano Bernini, Centemero, Coccia, Coscia, Fossati, Fragomeli, Molea, Nicchi, Sarti,Vezzali, Fabbri, Malisani La Camera,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/">Mozione: Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div clas="video"><iframe width="590" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/9g5In0cIxWw?wmode=transparent" frameborder="0"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport<br />
Roberta Agostini, Paolo Beni, Massimiliano Bernini, Centemero, Coccia, Coscia, Fossati, Fragomeli, Molea, Nicchi, Sarti,Vezzali, Fabbri, Malisani</p>
<p>La Camera,<br />
premesso che:<br />
sport ricopre un ruolo sociale fondamentale, riconosciuto anche dal libro bianco sullo sport dell&#8217;11 luglio 2007 presentato dalla Commissione europea al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale europeo COM(2007)391 che ha messo al centro il tema dell&#8217;inclusione, della sostenibilità, delle pari opportunità per lo sport per tutti;<br />
il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1o dicembre 2009 ha riconosciuto lo sport come un settore di competenza dell&#8217;Unione europea (UE) in cui essa può sostenere, coordinare e integrare le attività dei suoi Stati membri. Promuovendo una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva, nonché la creazione di posti di lavoro, lo sport contribuisce anche al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020. Esso ha inoltre effetti positivi sull&#8217;inclusione sociale, l&#8217;istruzione e la formazione, nonché sulla salute pubblica e l&#8217;invecchiamento attivo;<br />
lo sport nei Paesi europei è cambiato ed è cambiata la domanda di pratica sportiva da parte delle donne;<br />
nel 1985 l&#8217;Unione italiana sport per tutti (Uisp), associazione di sport che ha l&#8217;obiettivo di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini, in quanto lo sport per tutti è un bene che interessa la salute, la qualità della vita, l&#8217;educazione e la socialità e per questo deve essere meritevole di riconoscimento e di tutela pubblica, ha presentato la Carta dei diritti delle donne nello sport, per promuovere le pari opportunità tra uomini e donne nella pratica sportiva;<br />
nel 1987 il Parlamento di Strasburgo ha fatto propria la Carta dei diritti delle donne nello sport per invitare i Paesi europei a mettere in atto azioni per la promozione dello sport tra le donne e nel contempo diversi comuni e province hanno approvato una propria Carta dei diritti delle donne nello sport, per cercare di mettere in pratica azioni concrete per le pari opportunità;<br />
la Carta dei diritti delle donne ha avuto uno sviluppo e una rivisitazione, grazie al lavoro di Uisp e di altre associazione europee, per evidenziare la trasformazione, i cambiamenti della domanda di sport e per includere le esigenze di una Europa allargata ad altri Paesi e culture;<br />
la nuova proposta di Carta dei diritti delle donne nello sport elaborata dalla Uisp in collaborazione con altri partnereuropei nell&#8217;ambito del progetto «Olympia – Equal opportunities via and within Sport» è indirizzata da tutti gli operatori sportivi, alle associazioni ed organizzazioni sportive, alle istituzioni, ai Paesi della Unione europea, tifoserie e media, ed è stata presentata al Parlamento europeo il 25 maggio 2011;<br />
a tutt&#8217;oggi, la nuova Carta non è stata ancora approvata dal Parlamento europeo, nonostante l&#8217;interesse e l&#8217;impegno di diverse parlamentari italiane e non solo;<br />
a distanza di quasi 30 anni dalla presentazione della prima Carta, nonostante i progressi e l&#8217;incremento della partecipazione delle donne nella pratica sportiva e motoria, permangono delle differenze in termini di pari opportunità, sia per quanto riguarda il coinvolgimento delle donne in ambito dirigenziale, di «leadership» nelle società sportive, nelle federazioni, nelle associazioni, sia per quanto riguarda la persistenza di stereotipi di genere nella pratica sportiva;<br />
i più recenti dati Istat disponibili (indagine Multiscopo 2011 utilizzati da TANGOS Tavolo nazionale per la governancenello sport) evidenziano che rispetto agli anni ’90 la quota di praticanti è cresciuta tra le donne, ma che l&#8217;aumento della pratica femminile è sostanzialmente dovuto alle bambine di 6-10 anni, alle donne tra i 45 e i 54 anni e a quelle nella fascia tra i 60 e i 64 anni. Prendendo i dati dei praticanti in modo continuativo nella fascia di età tra i 20 e i 44 anni le sportive sono intorno al 20 per cento contro l&#8217;oltre 30 per cento dei coetanei maschi. Il divario massimo di circa il 24 per cento è nella fascia tra i 20 ed i 24 anni;<br />
la stessa indagine evidenzia che i sedentari, cioè coloro che non svolgono alcuna attività sportiva ma nemmeno una qualche attività fisica nel tempo libero sono il 39,8 per cento tra gli uomini e ben il 44,4 per cento tra le donne;<br />
utilizzando un&#8217;altra fonte, i dati dell&#8217;Eurobarometro del 2010, è interessante osservare come le donne italiane (dai 15 ai 54 anni) citino la «mancanza di tempo» quale causa della mancata pratica sportiva in misura maggiore rispetto alla media europea;<br />
la Carta riconosce: i diritto delle donne e degli uomini ad avere le stesse opportunità di praticare sport in tutte le età, condizioni, senza distinzioni di provenienza sociale e culturale, in ambienti sani e che rispettino la dignità umana; il diritto di donne e di uomini ad avere pari opportunità nella partecipazione ai processi dirigenziali a tutti i livelli delle associazioni e federazioni e ad essere rappresentati in maniera equa nei diversi organismi dirigenziali e in tutti i ruoli decisionali e di potere del mondo dello sport; il diritto di donne e uomini a praticare diversi sport a qualsiasi età e sviluppare competenze nell&#8217;ambito dello studio dello sport e della pratica motoria, affinché senza distinzione di genere sia possibile ad entrambi sviluppare il proprio impegno sportivo durante tutto l&#8217;arco della vita; il diritto di donne e uomini ad un pari trattamento a tutti i livelli e in ogni campo delle scienze sportive affinché possano diventare membri delle comunità scientifiche e influenzare teorie, metodi e sistemi di ricerca anche nel mondo dello sport; il dovere degli insegnanti di educazione fisica, degli educatori sportivi, degli allenatori e delle altre figure educative che lavorano nelle diverse sedi e agenzie formative di combattere le discriminazioni di genere nello sport e di adottare ed implementare i principi dell&#8217;uguaglianza di genere e di valorizzazione delle differenze. Donne e uomini, nell&#8217;esprimere la propria attitudine sportiva ai massimi livelli, devono avere le stesse opportunità, anche attraverso un&#8217;equa distribuzione delle risorse, degli investimenti e degli incentivi economici destinati alla promozione dello sport di alto livello; donne e uomini devono, inoltre, avere le stesse opportunità nel manifestare ed esprimere la propria passione sportiva di tifose e tifosi e partecipare alla vita associativa dei gruppi organizzati di tifoserie. Il tifo femminile deve essere rispettato e le donne devono avere l&#8217;opportunità di ricoprire ruoli di responsabilità nei gruppi e non essere considerate semplicemente spettatrici, anche attraverso una rappresentazione da parte dei media rispettosa delle differenze e che attribuisca ai risultati delle atlete una visibilità equa rispetto a quelli conseguiti dai colleghi maschi;<br />
nel mese di dicembre 2013 è in programma a Vilnius un appuntamento europeo promosso dalla Commissione europea cultura e sport per fare il punto sull&#8217;attività sportiva delle donne nei Paesi della Unione europea. Obiettivo della conferenza è discutere una proposta relativa a una strategia specifica sulla parità di genere e lo sport per il 2015-2020 da prepararsi a cura di un gruppo di esperti delle organizzazioni sportive governative e non governative. La conferenza si concentrerà su temi quali la parità di genere nelle posizioni di responsabilità, sulle modalità per promuovere la partecipazione delle ragazze e delle donne allo sport, sulla prevenzione della violenza e delle molestie sessuali nello sport nonché sull&#8217;eliminazione degli stereotipi di genere a valenza negativa,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali europee affinché la nuova Carta europea delle donne nello sport presentata il 25 maggio 2011 sia al più presto approvata;<br />
a recepire nell&#8217;ordinamento italiano la Carta dei diritti delle donne nello sport approvata nell&#8217;ambito del progetto «Olympia» e presentata al Parlamento europeo il 25 maggio 2011 predisponendo tutte quelle iniziative economiche e normative necessarie affinché vi sia una effettiva promozione delle pari opportunità nella pratica sportiva, nella fruizione paritaria degli impianti sportivi, nella ricerca di strumenti utili a promuovere la partecipazione femminile alle varie discipline sportive e ai processi decisionali attraverso l&#8217;inclusione delle donne nelle posizioni di dirigenza degli organismi federali delle varie discipline sportive.
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/">Mozione: Iniziative per promuovere la parità di genere nel settore dello sport</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-iniziative-per-promuovere-parita-genere-nel-settore-sport/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: Contro l&#8217;austerità per il rilancio economico</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 22:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=1971</guid>
		<description><![CDATA[<p>Atto Camera Mozione 1-00386 presentato da MARCHI Maino testo di Mercoledì 26 marzo 2014, seduta n. 198 La Camera, premesso che: la crisi economica e finanziaria, registrata a partire dal...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/">Mozione: Contro l&#8217;austerità per il rilancio economico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div clas="video"><iframe width="590" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7Kyq9LvqAA8?wmode=transparent" frameborder="0"></iframe></div>
<p>Atto Camera</p>
<p>Mozione 1-00386<br />
presentato da<br />
MARCHI Maino<br />
testo di<br />
Mercoledì 26 marzo 2014, seduta n. 198<br />
La Camera,<br />
premesso che:<br />
la crisi economica e finanziaria, registrata a partire dal 2009, ha spinto l&#8217;Unione europea verso un&#8217;ampia revisione della propria governance che ha rafforzato gli strumenti e le procedure per una più rigorosa politica di bilancio, promosso la solidità finanziaria dell&#8217;area europea, ma trascurato le politiche per lo sviluppo e il lavoro;<br />
se le condizioni finanziarie nell&#8217;area dell&#8217;euro sono oggi molto meno tese rispetto alla fine del 2011, nell&#8217;eurozona e in Italia una ripresa in grado di riassorbire la disoccupazione non è in vista e il raggiungimento di un equilibrio stabile è ancora lontano, poiché continua a mancare un meccanismo di riduzione delle divergenze nelle strutture economiche dei Paesi dell&#8217;area euro, in assenza del quale non sarà possibile dare definitiva soluzione neanche ai problemi dei debiti sovrani;<br />
approvando con una larga maggioranza il rapporto Gualtieri-Trzaskowski sui problemi costituzionali della governance multilivello nell&#8217;Unione europea, il Parlamento europeo è entrato con forza nel dibattito sul futuro delle istituzioni europee e del governo dell&#8217;euro: il rapporto, infatti, sottolinea la necessità di avviare da subito le riforme possibili sulla base degli attuali trattati e dell&#8217;utilizzo dei numerosi strumenti di flessibilità presenti al loro interno, a partire dalla costituzione di una «capacità fiscale» aggiuntiva per l&#8217;eurozona da collocare all&#8217;interno del bilancio dell&#8217;Unione europea;<br />
se va vista con favore la cosiddetta investment clause (sancita dal Consiglio europeo su proposta italiana), sulla base della quale può essere consentito ai Paesi non sottoposti a una procedura per disavanzo eccessivo, ovvero a un programma di aiuti, di versare la quota di cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali dell&#8217;Unione europea, in deroga all&#8217;obiettivo di pareggio del bilancio, continua ad essere assente una vera e propria golden rule estesa all&#8217;insieme degli investimenti che possano esercitare un impatto positivo sulla crescita territoriale e sulla riduzione della disoccupazione;<br />
lo sforzo per correggere l&#8217;andamento dei conti pubblici è stato imponente negli ultimi due anni, con un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali in termini strutturali grazie al quale la soglia del 3 per cento non è stata superata;<br />
l&#8217;uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi dell&#8217;Unione europea è uno dei risultati visibili di quest&#8217;azione. Il calo dello spread sotto i 200 punti base testimonia come gli sforzi del Paese siano stati importanti e riconosciuti;<br />
è necessario cogliere il risultato dal significativo sforzo di consolidamento fiscale che ha interessato la gran parte dei Paesi europei tra cui l&#8217;Italia: ora che i conti pubblici presentano margini di sostenibilità ben più ampi rispetto alla situazione pre-crisi, occorre porre il tema centrale della crescita e del sostegno all&#8217;occupazione al centro del dibattito politico in sede europea, anche in vista delle prossime elezioni e del pericolo che si affermino formazioni anti-euro;<br />
questo significa che non può essere messo in discussione l&#8217;impegno al rispetto del tetto del -3 per cento dell&#8217;indebitamento netto, ma solamente che, qualora necessario ai fini del sostegno alla crescita, sarebbe eventualmente possibile peggiorare l&#8217;obiettivo di indebitamento netto dal -2,6 per cento, fermo restando il suo contenimento entro i limiti previsti dal Patto di stabilità e crescita;<br />
la Commissione europea ha pubblicato il 5 marzo 2014 le conclusioni scaturite dagli esami approfonditi relativi alle economie di 17 Stati membri, secondo le quali «la Germania dovrebbe orientare le priorità strategiche verso il rafforzamento della domanda interna e della crescita a medio termine, mentre la Francia e l&#8217;Italia dovrebbero affrontare gli ostacoli alla crescita a medio termine pur dedicandosi alle riforme strutturali e al risanamento di bilancio»;<br />
il programma di riforme annunciato dal Presidente del Consiglio dei ministri è in linea con le indicazioni emerse dall&#8217;analisi della Commissione europea e consentirebbe di rilanciare la domanda interna e, per questa via, il tasso di crescita e, quindi, anche gli obiettivi di finanza pubblica, poiché l&#8217;andamento dell&#8217;economia ha effetti sul rispetto dei parametri di finanza pubblica, i cui risultati derivano prevalentemente dal denominatore del rapporto, cioè dalla crescita modesta degli anni precedenti la crisi e poi dalla profonda recessione;<br />
occorre, altresì, completare alcuni aspetti dell&#8217;unione economica e monetaria rimasti sinora singolarmente ai margini del dibattito istituzionale, quali la mutualizzazione del debito sovrano degli Stati dell&#8217;area euro e l&#8217;emissione di titoli europei per finanziare grandi progetti in grado di rilanciare stabilmente l&#8217;economia europea,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>a promuovere in ambito europeo il contemperamento, in sede di applicazione delle regole vigenti o prospettando appropriate modifiche normative, tra la stabilità delle finanze pubbliche e l&#8217;adozione di misure per il rilancio della crescita e dell&#8217;occupazione, soprattutto giovanile, e per il contrasto della povertà e della discriminazione sociale;<br />
a sostenere il proseguimento della tabella di marcia per un&#8217;autentica unione economica e monetaria, con particolare riferimento all&#8217;introduzione di meccanismi per la mutualizzazione del debito sovrano dei Paesi dell&#8217;area euro, anche delle forme, proposte in diverse sedi, in base alle quali ciascun Paese deve farsi carico del pagamento della propria quota di interessi, alla creazione di un&#8217;autonoma capacità fiscale dell&#8217;eurozona e all&#8217;emissione in comune di titoli per finanziare grandi progetti in grado di rilanciare stabilmente l&#8217;economia europea;<br />
a promuovere l&#8217;estensione della golden rule in modo da permettere lo scomputo di alcune voci di spesa per investimenti che possano esercitare un impatto a breve positivo sulla crescita territoriale e sulla riduzione della disoccupazione dai parametri finanziari rilevanti nel processo europeo di coordinamento dei bilanci pubblici nazionali;<br />
a favorire l&#8217;introduzione di meccanismi asimmetrici e anticiclici incardinati nel bilancio europeo per il finanziamento dei sussidi alla disoccupazione e per il sostegno dell&#8217;occupazione, in particolare giovanile, e per il finanziamento di infrastrutture di rilevanza europea;<br />
a farsi promotore di una politica economica della zona euro che possa assicurare un aggiustamento più equilibrato tra i Paesi in deficit e i Paesi in surplus.<br />
(1-00386) «Marchi, Causi, Boccia, Bonavitacola, Paola Bragantini, Capodicasa, Censore, De Micheli, Fanucci, Fassina, Cinzia Maria Fontana, Giampaolo Galli, Giulietti, Guerra, Laforgia, Losacco, Marchetti, Melilli, Misiani, Parrini, Preziosi, Rubinato, Fabbri».
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/">Mozione: Contro l&#8217;austerità per il rilancio economico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-contro-lausterita-per-rilancio-economico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: l&#8217;Italia e la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 14:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=1966</guid>
		<description><![CDATA[<p>Atto Camera Mozione 1-00384 presentato da BERLINGHIERI Marina testo di Giovedì 20 marzo 2014, seduta n. 194 La Camera, premesso che: il nostro Paese partecipa a numerose banche multilaterali, tra...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/">Mozione: l&#8217;Italia e la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div clas="video"><iframe width="590" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/VXlJFvv5Fnk?wmode=transparent" frameborder="0"></iframe></div>
<p>Atto Camera</p>
<p>Mozione 1-00384<br />
presentato da<br />
BERLINGHIERI Marina<br />
testo di<br />
Giovedì 20 marzo 2014, seduta n. 194</p>
<p>La Camera,<br />
premesso che:<br />
il nostro Paese partecipa a numerose banche multilaterali, tra cui rilevano alcune banche di sviluppo e d&#8217;investimento o a vocazione sociale, operanti specificamente in ambito europeo;<br />
il ruolo di tali banche assume un particolare rilievo, alla luce della fase attuale caratterizzata da una grave crisi economico-finanziaria, con le sue ricadute sull&#8217;economia reale, in termini di perdita di competitività e di occupazione in tutto lo spazio Europeo, ma con proporzioni più preoccupanti per il nostro Paese;<br />
la crescita mondiale, sorretta dalle economie emergenti, si è infatti fortemente ridotta nel 2012 nell&#8217;insieme dei Paesi dell&#8217;Unione europea (-0,3 per cento) e ancor più in quelli dell&#8217;area dell&#8217;euro (0,6 per cento), i quali hanno avuto una crescita negativa e – come rileva il rapporto Svimez 2013 – il prodotto interno lordo è fortemente diminuito nei paesi del sud Europa, come Grecia (-6,4 per cento), Portogallo (-3,2 per cento), Spagna (-1,4 per cento), mentre in Italia la recessione ha colpito l&#8217;economia più che nel resto d&#8217;Europa (-2,4 per cento);<br />
un ruolo fondamentale nell&#8217;utilizzo di leve finanziarie che incentivino prospettive di investimento, sviluppo e crescita, può svolgerlo la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, una banca multilaterale dalle peculiari finalità sociali, istituita nel 1956 con la denominazione «Fondo per lo sviluppo sociale del Consiglio d&#8217;Europa» e dal 1999 rinominata «Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa» (CEB). La Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, nata sulla base di un accordo parziale tra gli Stati membri del Consiglio d&#8217;Europa e con piena autonomia finanziaria, ha progressivamente ampliato il suo campo d&#8217;azione rispetto ai suoi originari scopi (fornire aiuti in favore dei rifugiati), per contribuire in modo sempre più determinante al rafforzamento delle politiche di coesione sociale, al miglioramento delle condizioni di vita nelle regioni più svantaggiate, combattendo il crescente fenomeno della povertà e del disagio sociale nel continente europeo;<br />
la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa è, dunque, diventata lo strumento chiave delle azioni di solidarietà europea, con le sue finalità precipue di supportare i suoi Stati membri nel conseguire politiche orientate alla crescita sostenibile ed equa e contribuisce alla realizzazione di progetti di investimento sociale, attraverso tre linee di intervento settoriale: rafforzamento dell&#8217;integrazione sociale, gestione ambientale e sostegno alle infrastrutture pubbliche a vocazione sociale;<br />
per estendere la sua azione la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa ha potenziato negli ultimi anni la cooperazione con le maggiori istituzioni europee, in particolare con la Commissione europea, e con altre banche regionali e istituzioni finanziarie multilaterali, tra cui la Banca europea per gli investimenti (Bei), il Western Balkans Investment Framework (WBIF), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), la Banca mondiale, la Nordic Investment Bank e la Banca Kfw;<br />
la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa attualmente conta 40 Stati membri, che coprono un&#8217;area geografica che si estende dalla Turchia all&#8217;Islanda e dal Portogallo alla Georgia. L&#8217;Italia, con una quota percentuale di partecipazione pari a circa l&#8217;11 per cento, assieme a Francia e Germania rientra tra i cosiddetti «grandi pagatori»;<br />
il nostro Paese ha sottoscritto tutti gli aumenti di capitale della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa intervenuti negli anni 1978, 1982, 1988, 1991, 2001 e 2012, continuando a svolgere un ruolo centrale nel processo decisionale, partecipando agli organi di governo della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa con propri rappresentanti dei Ministeri dell&#8217;economia e delle finanze e degli affari esteri. Con l&#8217;ultimo aumento di capitale della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa (sesto aumento che ha portato il capitale totale sottoscritto da 3,3 a 5,5 miliardi di euro nel 2012) l&#8217;Italia ha aderito all&#8217;aumento con sottoscrizione di nuovi titoli, con conseguente incremento della quota detenuta pari a 915.770.000 euro, mantenendo inalterata la misura di partecipazione e il diritto di voto;<br />
tuttavia, l&#8217;Italia negli ultimi anni non ha colto le opportunità offerte dalla Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa e non ha usufruito dei prestiti della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, al cui finanziamento contribuisce in modo cospicuo, e non risultano al 2013 progetti provenienti dall&#8217;Italia al fine di ottenere i relativi sostegni finanziari;<br />
in ambito europeo rilevano anche altre banche di garanzia e investimento, tra cui spicca la Banca europea per gli investimenti (Bei), di proprietà dei paesi membri dell&#8217;Unione europea, alla quale l&#8217;Italia partecipa per il 16 per cento. Tale Banca ha fra i suoi compiti quello di sostenere il finanziamento di progetti volti a migliorare infrastrutture, approvvigionamento energetico o sostenibilità ambientale all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea; contribuisce allo sviluppo economico e sociale di tutti i Paesi membri e di quelli limitrofi con rapporti di vicinato, con particolare priorità alle regioni meno sviluppate e con maggiori carenze strutturali (Europa meridionale e orientale), anche attraverso investimenti congiunti con i finanziamenti programmati per gli interventi dei fondi strutturali e di altri strumenti finanziari della Comunità europea;<br />
nel 2012, il Consiglio europeo ha approvato l&#8217;aumento del capitale sociale della Banca europea per gli investimenti, rafforzando la sua attività con effetto anticiclico sull&#8217;economia europea, contribuendo in tal modo ad integrare le risorse del bilancio europeo, fortemente ridimensionate nell&#8217;ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale dell&#8217;Unione europea (QFP 2014-2020);<br />
a partire da giugno 2013, la Banca europea per gli investimenti costituisce, dunque, la maggiore finanziatrice del nuovo sviluppo europeo per uscire dalla crisi, in favore di linee di credito per le piccole e medie imprese, per finanziare project bond o progetti complessi, come progetti di grandi dimensioni, project financing (nei settore energetico e autostradale); il primo project bond è stato realizzato in Spagna (gas storage), mentre in Italia ancora è in fase di definizione la collaborazione fra Cassa depositi e prestiti e Banca europea per gli investimenti per la realizzazione di project bond in Italia;<br />
secondo i dati forniti dal Ministro dell&#8217;economia e delle finanze pro tempore, nel 2013 il sostegno finanziario della Banca europea per gli investimenti in Italia ha riguardato progetti del valore totale di circa 30 miliardi di euro (+50 per cento) e oltre 8.400 piccole e medie imprese, che hanno ricevuto finanziamenti per 3,3 miliardi di euro, pari al 34 per cento del totale; la Banca europea per gli investimenti è intervenuta su energia, telecomunicazioni e trasporti, industria, acqua e sanità, ha sostenuto progetti di ricerca e di sviluppo e per l&#8217;ammodernamento infrastrutturale del nostro Paese, compreso lo sviluppo della banda larga. Sono stati avviati anche nuovi settori di attività, tra cui il primo finanziamento del social housing in Italia, in favore di progetti di edilizia sociale e di «abitare equo»; si tratta di passi in avanti importanti ma è necessario rafforzare l&#8217;uso di tali strumenti finanziari per sfruttarne pienamente le potenzialità;<br />
il ruolo che dovranno svolgere le banche europee è particolarmente evidente alla luce delle sfide impegnative che l&#8217;Europa è chiamata ad affrontare nei prossimi anni. La comunicazione della Commissione europea – Strategia Europa 2020 – ha definito una strategia ambiziosa che mira a trasformare l&#8217;Unione europea in un&#8217;economia intelligente, sostenibile e inclusiva, caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. Tuttavia, la riduzione della spesa complessiva delle risorse del bilancio europeo (per l&#8217;Unione europea a 28 è del 3,4 per cento in termini reali rispetto al periodo 2007-2013 e con un budget di circa 960 miliardi di euro), congiuntamente al contenimento dei bilanci a livello nazionale, rischia di mettere in seria difficoltà il perseguimento degli stessi obiettivi (cosiddette «iniziative faro») della Strategia Europa 2020, con il pericolo di aggravare la situazione di spirale di recessione-depressione esistente in molti Stati membri, tra cui l&#8217;Italia;<br />
il peggioramento della situazione economica e sociale interna a molti Stati membri, in particolare della fascia del sud Europa, in assenza di interventi mirati, potrebbe compromettere in futuro la stessa partecipazione alla stessa Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, indebolendone la solidità finanziaria e pregiudicando quantità e qualità degli interventi improntati all&#8217;integrazione nelle aree di crisi in ambito europeo,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>ad attivarsi per adottare ogni iniziativa utile volta a favorire e ad accrescere l&#8217;utilizzo da parte dell&#8217;Italia, quale «grande pagatore» e sottoscrittore di quote di capitale della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, anche rimuovendo gli eventuali ostacoli burocratici e amministrativi che impediscono il ricorso alle sue procedure di finanziamento;<br />
a promuovere iniziative in ambito nazionale, locale e territoriale per informare e far conoscere opportunità e potenzialità offerte dagli strumenti finanziari della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, in particolare per ciò che riguarda i finanziamenti di progetti in grado di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e il mantenimento in vita di micro e piccole imprese, di sostenere l&#8217;integrazione sociale, infrastrutturale a vocazione sociale (case di riposo per anziani, carceri, scuole), ambientale (protezione del territorio da catastrofi naturali, bonifiche e salvaguardia del patrimonio storico e culturale), di tutelare le fasce più deboli della popolazione, anche mediante il contrasto di fenomeni di xenofobia;<br />
a sostenere il coordinamento con i diversi strumenti di leva finanziaria dell&#8217;Unione europea, intervenendo, altresì, per semplificare i meccanismi di assistenza finanziaria e pervenire ad una maggiore accessibilità ai finanziamenti della Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa, allo scopo di favorire in via prioritaria gli Stati membri che versano in una situazione di grave crisi economica e di perdurante spirale recessiva;<br />
ad adoperarsi affinché siano intensificate le iniziative congiunte fra le diverse banche europee di garanzia e di investimento, con un pacchetto di misure volto a rafforzare i programmi della Commissione europea;<br />
ad attivarsi in tutte le sedi opportune per sostenere ed estendere alcune forme pilota di garanzia, tra cui lo strumento di condivisione dei rischi, attuate in particolare mediante azione congiunta di Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti e la Commissione europea, per incoraggiare le banche a erogare prestiti alle piccole e alle medie «imprese innovative», in sostegno di attività di ricerca e sviluppo.<br />
(1-00384) «Berlinghieri, Pastorino, Battaglia, Bonomo, Casellato, Chaouki, Culotta, Gianni Farina, Giachetti, Giulietti, Giuseppe Guerini, Iacono, Mosca, Moscatt, Nardella, Picierno, Scuvera, Vaccaro, Ventricelli, Alfreider».
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/">Mozione: l&#8217;Italia e la Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-litalia-banca-sviluppo-consiglio-deuropa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mozione: eccezionali eventi atmosferici dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014</title>
		<link>https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/</link>
		<comments>https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 14:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marilenafabbri.it/?p=1960</guid>
		<description><![CDATA[<p>Atto Camera Mozione 1-00385 presentato da MORETTO Sara testo di Martedì 25 marzo 2014, seduta n. 197 La Camera, premesso che: eccezionali eventi atmosferici hanno colpito il territorio veneto nel...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/">Mozione: eccezionali eventi atmosferici dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div clas="video"><iframe width="590" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/4qRZWraSJ2U?wmode=transparent" frameborder="0"></iframe></div>
<p>Atto Camera</p>
<p>Mozione 1-00385<br />
presentato da<br />
MORETTO Sara<br />
testo di<br />
Martedì 25 marzo 2014, seduta n. 197</p>
<p>La Camera,<br />
premesso che:<br />
eccezionali eventi atmosferici hanno colpito il territorio veneto nel periodo dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014. Il maltempo e l&#8217;intensità della caduta di pioggia e neve hanno determinato varie situazioni di criticità, gravi disagi alla popolazione, danni consistenti ai beni pubblici e privati e alle attività economiche e produttive: esondazioni di fiumi, fenomeni di dissesto idrogeologico, strutture arginali fortemente indebolite, innesco di valanghe e di movimenti franosi, interruzione di collegamenti viari e servizi essenziali, innalzamento delle falde freatiche, mareggiate sulla costa con erosione degli arenili; inoltre, tali eccezionali eventi hanno gravemente compromesso la sicurezza del territorio, determinando situazioni di pericolo per la pubblica incolumità;<br />
ad una prima stima, i danni risulterebbero essere superiori ai 500 milioni di euro, di cui una parte è stata impegnata per assicurare le necessarie operazioni di soccorso alle popolazioni colpite per avviare i primi interventi provvisionali necessari a garantire la pubblica incolumità;<br />
quasi contemporaneamente eventi simili hanno riguardato i territori emiliani già colpiti dal sisma del maggio 2012, aggravando ulteriormente la situazione già fortemente critica della popolazione e del contesto economico e produttivo della zona;<br />
nella giornata di domenica 19 gennaio 2014, ha ceduto l&#8217;argine del fiume Secchia, in località San Matteo, a Modena, aprendo una falla a circa 3 chilometri a valle della città di Modena; circa 13 milioni di metri cubi d&#8217;acqua hanno invaso vaste aree della pianura modenese: in particolare, i comuni di Bastiglia e Bomporto e importanti zone dei comuni di Modena, San Prospero, Camposanto, Medolla, San Felice sul Panaro e Finale Emilia;<br />
oltre 1500 cittadini si sono rivolti ai centri operativi comunali, più di 800 hanno ottenuto assistenza negli 8 centri di prima accoglienza e nelle strutture alberghiere attivate da Federalberghi, mentre migliaia di cittadini sfollati hanno provveduto a reperire un&#8217;autonoma sistemazione;<br />
una persona di Bastiglia, Giuseppe Oberdan Salvioli, è deceduto nel tentativo di portare soccorso ai propri concittadini travolti dall&#8217;onda di piena;<br />
attraverso apposita procedura si stanno rilevando i danni precisi, che ammonterebbero a quasi 400 milioni di euro, e in ogni caso 1.800 aziende hanno interrotto la produzione, oltre 5.000 addetti si sono trovati senza lavoro, 2.500 ettari di produzioni agricole sono stati invasi dall&#8217;acqua;<br />
drammatica, in particolare, è la situazione delle imprese agricole del territorio modenese alluvionato, sia per la perdita dei raccolti, sia per la distruzione di impianti ed infrastrutture, sia per la necessità di dover bonificare i suoli;<br />
il commercio e le attività artigianali hanno subito danni ingentissimi, segnatamente nei due centri cittadini di Bastiglia e Bomporto, dove le acque hanno superato il metro e mezzo di altezza dentro i locali, deteriorando irrimediabilmente impianti, macchinari, merci ed altro;<br />
l&#8217;alluvione non solo ha provocato danni rilevanti, ma rischia di dare il colpo di grazia a tante piccole e medie imprese locali che già avevano subito il terremoto nel maggio del 2012, tanto che è a rischio l&#8217;intera economia della provincia emiliana;<br />
le intense perturbazioni che hanno interessato tutto il nord del Paese, a partire dalla fine di gennaio 2014, hanno determinato situazioni di grande criticità nel bellunese per le abbondanti nevicate e in molte località dell&#8217;Agordino, del Comelico e del Cadore, dove sono state migliaia le utenze senza corrente elettrica per giorni, tanto da costringere l&#8217;esercito ad intervenire al fianco dei volontari e dei pompieri;<br />
il maltempo ha fatto crescere in modo pauroso e con grande rapidità il livello dei principali fiumi vicentini e padovani; vi sono state strade e case sott&#8217;acqua nei comuni localizzati lungo l&#8217;asta del Bacchiglione, del Bisatto e del Fratta Gorzone, dove i livelli hanno superato quelli raggiunti nell&#8217;alluvione del 2010. Alcune delle situazioni più difficili sono state registrate nei comuni di Bovolenta, di Battaglia Terme, di Montegrotto Terme e di Selvazzano Dentro, Megliadino San Vitale, Merlara e Lozzo Atestino nel padovano;<br />
il Veneto orientale ha subito l&#8217;effetto combinato dei corsi d&#8217;acqua secondari del proprio territorio e il contemporaneo riversamento del sistema idraulico del vicino Friuli Venezia Giulia;<br />
le ingentissime precipitazioni hanno saturato fin quasi al collasso le opere di difesa idraulica (che dovranno essere ripristinate con la massima urgenza), causato centinaia di frane con numerose interruzioni della viabilità in tutte le zone montane, pedemontane e collinari; peraltro le tracimazioni della rete idraulica secondaria hanno determinato l&#8217;evacuazione di centinaia di persone e diffusi danni ad abitazioni, imprese, esercizi commerciali ed edifici pubblici;<br />
sono pesanti i danni all&#8217;agricoltura e alle produzioni agricole: risulta compromesso il raccolto dei cereali e degli ortaggi in pieno campo, mentre nelle serre le coltivazioni sono state danneggiate dalle muffe causate dall&#8217;umidità; sono danneggiate anche le produzioni di eccellenza del settore vitivinicolo messo in ginocchio per i danni ai vigneti, alle cantine, alle attrezzature e alle strutture;<br />
sono finiti sott&#8217;acqua allevamenti avicoli e sono annegati circa 12 mila pulcini e 30 mila polli, mentre nella zona di Belluno gli allevatori sono stati costretti a gettare il latte che non sono riusciti a trasportare per l&#8217;isolamento causato dalla neve;<br />
oltre al versante produttivo, si sono verificati danni anche alle strutture e alle infrastrutture agricole: da stime della Coldiretti sembra che i danni all&#8217;agricoltura nelle aree alluvionate superino i 10 milioni di euro;<br />
analoghe criticità emergono dalle stime riferite all&#8217;industria del turismo, che ha visto, di fatto, compromessa l&#8217;intera stagione invernale, in una realtà come quella del Veneto che rappresenta la prima regione in termini di presenze su scala nazionale. A tale riguardo basti il dato reso noto dall&#8217;Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), che stima in milioni di euro i danni a carico delle infrastrutture al servizio del turismo invernale;<br />
in questo quadro è evidente che le conseguenze finanziarie per i bilanci degli enti locali saranno molto pesanti, dovendo essi affrontare una serie di spese non programmate per garantire il ritorno alla normalità;<br />
per i comuni del litorale veneziano si aggiungono i costi riferiti alla pulizia dei detriti depositati a seguito delle violente mareggiate abbattutesi sulle spiagge e il loro smaltimento, oltre alle spese necessarie al ripristino delle infrastrutture e rilasciamento degli arenili;<br />
la regione Veneto, con decreto, ha dichiarato lo stato di calamità ed ha erogato, per le prime necessità, un milione di euro. Inoltre, ha avviato l’iter istituzionale per il riconoscimento, da parte del Governo, dello stato di crisi e dello stato di calamità per tutto il territorio regionale, allo scopo di ottenere i benefici economici previsti dalla legge;<br />
la regione Emilia-Romagna, con decreto, ha dichiarato lo stato di calamità e il 31 gennaio 2014 il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza in conseguenza dei suddetti eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 17 al 19 gennaio 2014, nella provincia di Modena;<br />
il verificarsi di condizioni meteorologiche estreme tende, da alcuni anni, ad essere talmente frequente da non poter più essere gestito come evento straordinario, in considerazione dei rilevanti danni arrecati alle popolazioni, al territorio, all&#8217;agricoltura e alle imprese; è necessario quindi assicurare maggiori spazi di azione alle regioni e agli enti locali liberando le necessarie risorse dai limiti del patto di stabilità affinché possano essere utilizzate per mettere in sicurezza il territorio e i terreni agricoli; inoltre è cruciale semplificare le procedure che coinvolgono le regioni, i comuni e lo Stato nella gestione degli interventi di difesa del suolo e di ripristino del territorio;<br />
i dati del dissesto del nostro territorio sono noti da tempo: l&#8217;82 per cento dei Comuni è esposto a rischio idrogeologico, sono oltre 5 milioni e 700 mila i cittadini che vivono in aree di potenziale pericolo e 1,2 milioni gli edifici che insistono su queste aree. Secondo l&#8217;ultimo rapporto Ance Cresme, in poco più di cento anni ci sono stati 12.600 tra morti, dispersi o feriti e più di 700 mila sfollati. Tra il 2002 e il 2014 si contano 293 morti, 24 solo nel 2013, dal 2002 ad oggi si sono verificati quasi 2.000 episodi di dissesto e ancora più sconcertante è il dato del gennaio 2014: in soli 23 giorni (data dell&#8217;ultima rilevazione) si sono registrati 110 episodi in tutto il territorio italiano;<br />
inoltre, circa una scuola su dieci è in potenziale pericolo perché sorge in aree a rischio frana o alluvione: sono 6.400 edifici scolastici sui 64.800 totali presenti in Italia. Lo stesso discorso vale per gli ospedali, con 550 strutture sanitarie che si trovano in zone a rischio. Non va meglio per quanto riguarda gli stabilimenti industriali, 46 mila in territori colpiti dal dissesto che salgono a 460 mila se si contano anche uffici e negozi;<br />
come ha reso noto l&#8217;Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi), nel corso della presentazione del quinto Piano per la riduzione del rischio idrogeologico che ha avuto luogo lo scorso mese di febbraio 2014, i decreti ministeriali di riconoscimento dei danni derivanti da piogge alluvionali persistenti a strutture e infrastrutture, nel periodo dal 2002 al 2012, hanno erogato risorse pari a 2.298,28 milioni di euro, di cui 1.233,37 milioni di euro per danni causati alle strutture e 1.064,91 milioni di euro per danni causati alle infrastrutture;<br />
è urgente che il Governo e le regioni coinvolte, d&#8217;intesa con gli enti locali e le associazioni imprenditoriali, affrontino la situazione nel suo complesso, individuando i siti a rischio di dissesto idrogeologico e le azioni necessarie per mettere in sicurezza il territorio,</p>
<p>impegna il Governo:</p>
<p>compatibilmente con le relative risorse stanziate e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica:<br />
a) a deliberare il riconoscimento – ai sensi dell&#8217;articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, come modificata dal decreto-legge n. 59 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 100 del 2012 – dello stato di emergenza anche per il territorio del Veneto colpito dagli intensi eventi meteorologici tra gennaio e febbraio 2014 entro e non oltre i termini contenuti nel decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4;<br />
b) ad adottare, coerentemente agli impegni assunti con l&#8217;ordine del giorno n. 9/2012-A/4, in sede di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, un&#8217;iniziativa specifica per la ricostruzione nelle aree colpite sia dal sisma del 2012 che dall&#8217;alluvione del gennaio 2014, al fine di assicurare procedure integrate e coerenti;<br />
c) ad assumere iniziative, in tempi rapidi, mediante le amministrazioni territoriali competenti, per la concessione di contributi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, agricolo e zootecnico del Veneto e dell&#8217;Emilia-Romagna, in relazione al danno effettivamente subito, fino alla misura massima del 100 per cento del costo ammesso e riconosciuto, in particolare nei casi in cui i danni subiti condizionino la ripresa dell&#8217;attività economica e produttiva;<br />
d) ad avviare, in tempi rapidi, con priorità per le zone alluvionate delle regioni Veneto ed Emilia-Romagna, gli interventi di messa in sicurezza del territorio mediante appositi piani sul dissesto idrogeologico immediatamente cantierabili, integralmente finanziati con risorse escluse dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di stabilità interno;<br />
e) ad adottare iniziative, coerentemente con quanto già previsto in analoghe situazioni, per la sospensione dei termini di pagamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l&#8217;assicurazione obbligatoria e dei conseguenti adempimenti in scadenza tra il 15 gennaio 2014 e il 31 ottobre 2014 per i contribuenti residenti nelle aree gravemente colpite, nonché per la sospensione del pagamento delle rate di adempimenti contrattuali, compresi mutui e prestiti, per l&#8217;anno 2014, facendo sì che il pagamento degli adempimenti tributari e non tributari dopo la sospensione dei termini sia effettuato in forma rateale, senza applicazione di sanzioni e interessi;<br />
f) come da ordine del giorno Ghizzoni ed altri n. 9/2012-A/1, ad assumere iniziative per prevedere agevolazioni fiscali, integrando quelle già contenute all&#8217;interno della legge di stabilità 2014, per le zone colpite dal sisma del maggio 2012, in grado di corrispondere alle nuove e maggiori esigenze poste dalle imprese colpite anche dall&#8217;alluvione;<br />
g) ad assumere iniziative per consentire, alle amministrazioni comunali maggiormente colpite, un allentamento dai vincoli finanziari derivanti dalla legislazione vigente, al fine di permettere sia la ricostruzione materiale sia l&#8217;erogazione dei servizi alla popolazione colpita in pochi mesi dalla doppia calamità del sisma e dell&#8217;alluvione;<br />
h) a dare un&#8217;immediata attuazione all&#8217;articolo 1, comma 7, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, destinando una quota significativa delle risorse del fondo delle politiche di coesione ad interventi di messa in sicurezza del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico, con l&#8217;obiettivo di garantire un flusso di risorse costanti e certe per tali interventi, destinandole con priorità alla messa in sicurezza e alla difesa del suolo delle aree alluvionate;<br />
i) ad approvare in tempi brevi la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, con un sistema di incentivazione per lo sviluppo di politiche locali volte a costruire sistemi urbani, territori e città più resilienti, anche al fine di agganciare i prossimi fondi comunitari messi a disposizione dalla Commissione europea mediante il bando relativo al Programma per l&#8217;ambiente e l&#8217;azione per il clima LIFE 2014-2020 (800 milioni di euro), i fondi strutturali per la coesione territoriale, per la politica agricola comunitaria e per la pesca, i nuovi strumenti finanziari ed assicurativi per investimenti infrastrutturali resilienti, il programma Horizon 2020 per la ricerca e lo sviluppo, e i ricavi delle aste delle quote di emissione EU-ETS per finanziare interventi di adattamento;<br />
l) ad assumere iniziative volte a garantire congrue risorse al Fondo per la protezione civile per le alluvioni, di cui alla legge n. 228 del 2012, articolo 1, comma 290, valutando l&#8217;opportunità di istituire un fondo compartecipato dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali, per poter intervenire in maniera immediata ed automatica, in favore delle popolazioni colpite, in caso di eventi atmosferici estremi e dei conseguenti fenomeni di dissesto idrogeologico;<br />
m) a valutare l&#8217;opportunità di prevedere per la regione Veneto e la regione Emilia-Romagna dei meccanismi premiali in materia fiscale che generino risorse vincolate alla messa in sicurezza del territorio, in conformità ai principi della legge n. 42 del 2009 in materia di federalismo fiscale in attuazione dell&#8217;articolo 119 della Costituzione.<br />
(1-00385)<br />
(Testo modificato nel corso della seduta) «Moretto, Baruffi, Ghizzoni, Braga, Borghi, Anzaldi, Arlotti, Bolognesi, Bratti, De Maria, De Micheli, Marco Di Maio, Fabbri, Carlo Galli, Gandolfi, Incerti, Iori, Kyenge, Lattuca, Lenzi, Maestri, Marchi, Montroni, Pagani, Petitti, Giuditta Pini, Richetti, Zampa, Casellato, Crimì, Crivellari, Dal Moro, D&#8217;Arienzo, De Menech, Ginato, Martella, Miotto, Mognato, Moretti, Murer, Naccarato, Narduolo, Rotta, Rubinato, Sbrollini, Zardini, Zoggia, Mariastella Bianchi, Carrescia, Cominelli, Dallai, Decaro, Gadda, Ginoble, Tino Iannuzzi, Manfredi, Mariani, Marroni, Mazzoli, Morassut, Giovanna Sanna, Ventricelli, Catania, Molea, Pastorelli».
<div id="fcbk_share">
<div class="fcbk_like">
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {
  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
  if (d.getElementById(id)) return;
  js = d.createElement(s); js.id = id;
  js.src = "//connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.5&#038;appId=";
  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
}(document, "script", "facebook-jssdk"));</script></p>
<div class="fb-like" data-href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/" data-layout="button_count" data-action="like" data-show-faces="true" data-share="true"></div>
</p></div>
<div class="fcbk_button">
							<a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/" data-text="" data-via="" data-size="" data-count=""></a><br />
							<script>!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");</script>
									</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/">Mozione: eccezionali eventi atmosferici dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.marilenafabbri.it">Marilena Fabbri</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.marilenafabbri.it/mozione-eccezionali-eventi-atmosferici-dal-30-gennaio-18-febbraio-2014/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
